Italia

Salvini: dopo voto Ue nessun gruppo unico M5S-Lega. Manovra bis…

  • Abbonati
  • Accedi
maggioranza

Salvini: dopo voto Ue nessun gruppo unico M5S-Lega. Manovra bis esclusa

Muore sul nascere l'idea di un gruppo parlamentare europeo con insieme Lega e Cinque Stelle per far sentire a Bruxelles la voce degli euroscettici e sovranisti italiani. L'ipotesi, fatta circolare nelle ultime ore dall'economista Claudio Borghi, esponente di primo piano del Carroccio, è stata smentita oggi dal leader Matteo Salvini. Che pure ieri, secondo alcuni quotidiani, sembrava accarezzare l'idea di una convergenza dopo le Europee a conferma dell'intesa ormai solida tra i due vicepremier. «Non sto ragionando di gruppi unici di alleanze: le Europee saranno un'opportunità di cambiamento, come Lega abbiamo le idee chiare su come deve cambiare l'Europa», ha sottolineato il ministro dell'Interno a Rtl 102.5, escludendo al momento la possibilità di un accordo rafforzato con l'alleato di Governo alle prossime elezioni.

Quindi «assolutamente no» al gruppo unico Lega-M5S: «Abbiamo già i nostri alleati a livello internazionale». «Sugli equilibri politici scopro sui giornali di pensare cose che non sapevo che io pensassi». D'altronde, ha proseguito Salvini, «il rapporto con M5s è sano perché si basa su un patto, un contratto che gli italiani conoscono, è nero su bianco. Non saranno inchieste, indagini, retroscena o ipotesi strane a far saltare questo governo. L'ho sempre detto chiaramente: anche qualora fosse stato autorizzato il processo nei miei confronti, il governo non sarebbe dipeso dalle sorti di Salvini. L'Italia è un pochino più importante delle sorti di Salvini».

«Incontrerò a brevissimo» il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha poi promesso il vicepremier, che non può ignorare i segnali preoccupanti per l'andamento dell'economia italiana che arrivano da più parti, da ultimo il crollo degli ordinativi dell'industria registarto dall'Istata a dicembre (-3,5 su novembre, -7,3 sull'anno). «È sostanzialmente pronto un intervento "cantieri veloci" per dimezzare i tempi della burocrazia». «Tutti i cantieri bloccati devono partire entro l'anno», ha aggiunto Salvini, «al di là del Tav, di cui io continuo a essere sostenitore dell'utilità». Allo studio anche «come poter scendere dal 23 al 20% sull'aliquota Irpef per dare ossigeno ai lavoratori dipendenti: il resto lo leggo sui giornali la mattina». A seguire, ospite di Agorà (Rai 3) Salvini ha fatto il pompiere smentendo le voci di una manovra bis in arrivo, ipotesi peraltro fatta balenare dal sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. «Non ci sarà una manovra aggiuntiva», ha assicurato, nè «ci saranno nuove tasse», o «una patrimoniale o tasse sulla nuova casa», ma si punta piuttosto alla «revisione delle aliquote Irpef»

© Riproduzione riservata