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Latte, ancora un rinvio per l’accordo sul prezzo. Arriva il…

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il tavolo di filiera a roma

Latte, ancora un rinvio per l’accordo sul prezzo. Arriva il commissario

(Ansa)
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Ancora una fumata grigia. Arriva il commissario per il controllo sull'attività di filiera ma per l’accordo sul prezzo del latte ovino si dovrà attendere ancora. Il primo incontro del tavolo convocato a Roma al ministero delle politiche agricole e forestali, si è concluso con un rinvio. Nella riunione, come si legge nel documento, «si è deciso di costituire un altro tavolo tecnico presieduto dal prefetto di Sassari». Al prefetto di Sassari Giuseppe Marani saranno affidati i compiti di «monitoraggio, analisi e sorveglianza dell'attività di filiera».

Le proposte relative al prezzo del latte dovranno essere presentate al tavolo tecnico che poi dovrà decidere. Nel frattempo però si dovrà procedere con la nomina dei componenti del comitato composto da due rappresentanti delle istituzioni (uno per la Regione e uno per il ministero) e dai rappresentanti della cooperazione, delle associazioni dei pastori e delle associazioni agricole. Nel corso dell'incontro è stata annunciata la firma del decreto ministeriale di proroga dell'atto programmatorio relativo al pecorino romano. La scadenza è stata posticipata al 31 luglio 2019.

La regione Sardegna ha poi confermato 1 milione di euro per l'internazionalizzazione. All'incontro, in cui sono state ribadite le misure da mettere in campo per affrontare la vertenza, non hanno partecipato i rappresentanti delle industrie. Per Assolatte, che ha mandato una lettera letta dal ministro e in cui si rimarca che «nonostante l'impegno nulla è cambiato e dunque non ci sono le condizioni per partecipare», ha preso parte il direttore Massimo Forino. Nel corso dell'incontro, da parte dei pastori, l'esigenza «di azzerare gli organismi dei consorzi di tutela nonché garantire una rappresentanza effettiva dei pastori negli stessi». «Esco molto soddisfatto da questa riunione dove abbiamo parlato di Tavolo di filiera e concretizzato alcuni dei 10 punti concordati nell'incontro in prefettura a Cagliari – ha detto al termine dell'incontro il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio -. Oggi non si è parlato di prezzo, né dei 72 centesimi né degli 80, su questo verrà aperto un Tavolo tecnico in Sardegna nei prossimi giorni che sarà convocato dal prefetto di Sassari».

L'attenzione del mondo agricolo attorno a cui ruota il futuro di 12mila allevamenti in grado di produrre 3 milioni di quintali di latte (e un capitale animale che supera i due milioni e mezzo di pecore), è ora per i prossimi giorni. Gli allevatori chiedono che la base di partenza per la trattativa sul prezzo del latte parta da 80 centesimi a litro, mentre la proposta istituzionale strappata a Cagliari è di 72 centesimi. Sul piatto poi gli altri 10 punti dell'accordo che riguardano sia le misure per liberare le eccedenze (49 milioni di euro messi in campo da Regione, Viminale, ministero dell'Agricoltura e mondo bancario), e le soluzioni da intraprendere per avviare la filiera.

Amaro il commento dei pastori al termine dell'incontro. «La riunione è andata male» hanno detto, auspicando che «il commissario possa procedere a una immediata convocazione del tavolo per avviare la trattativa in Sardegna». Intanto il presidente di Coldiretti Ettore Prandi ha rimarcato la necessità di arrivare a soluzione: «Abbiamo la responsabilità di continuare a lavorare per chiudere la trattativa in modo giusto e restituire serenità ai pastori e alle loro famiglie, nonostante le evidenti criticità». Nell’isola resta alta l’attenzione anche alla luce del fatto che domenica si svolgeranno le elezioni regionali. I pastori, che hanno rimarcato di non voler più buttare latte, non hanno escluso altre azioni di protesta.

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