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Tav, Tajani: «Con il blocco in fumo 4,2 miliardi e 50mila…

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si perdono 300 milioni già a giugno

Tav, Tajani: «Con il blocco in fumo 4,2 miliardi e 50mila posti di lavoro»

Il blocco della Tav « farà perdere all'Italia 300 milioni di fondi Ue già a giugno. Se poi il progetto fosse abbandonato» per sempre, «perderemmo altri 500 milioni di fondi Ue, da sommare a quelli già ricevuti, alle opere eseguite, alle penali, alla spesa per la chiusura e messa in sicurezza dei tunnel. Andrebbero in fumo - evidenzia Tajani - 4,2 miliardi. Perderemmo 50.000 posti di lavoro. Continuerebbero a circolare 4 milioni di camion, con conseguenti emissioni nocive. Resteremmo con una linea ferroviaria del 1860, e saremmo tagliati fuori dai grandi assi di comunicazione Ue, col declino di molti porti, a partire da quello di Genova». Lo ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

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Salvini: non c’è blocco della Tav, il progetto si farà
«Non c'è alcun blocco della Tav, c'è solo una revisione del progetto con l'obiettivo di portare a termine il progetto», ha detto a 'Mattino 5' il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ribadendo la sua posizione sull'alta velocità. «Faccio e farò tutto il possibile - ha aggiunto - perché la Tav si faccia, il progetto può essere rivisto e si possono risparmiare dei soldi, ma il treno inquina meno e costa meno delle auto». Al momento però i cantieri si fermano. «Erano già fermi - ha risposto Salvini - e spero ripartano prima possibile». C'è «la revisione del progetto, con l'obiettivo di andare avanti», ha aggiunto Salvini insistendo che la mozione non è stata avanzata per bloccare l'opera. Si è anche detto favorevole al referendum proposto del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiampartino che ha chiesto di verificare la possibilità di indire una consultazione popolare sulla Tav.

Cavalieri Lavoro, compromessa credibilità Italia
Un allarme arriva anche dal Consiglio Direttivo della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, presieduto da Antonio D'Amato. Oggi è «gravemente compromessa la credibilità del sistema-Italia a livello internazionale». C’è una «perdurante assenza di chiari e decisi interventi di politica economica e industriale per rilanciare la competitività e il prodotto interno lordo nazionale». Si sottolinea anche che questa «crisi di credibilità» è «fortemente accentuata dalla posizione assunta nei riguardi della Tav Torino-Lione».

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