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Toninelli: «Tav solo sospesa. In Italia nessuna opera è…

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chiamparino: referendum. Salvini: favorevoli

Toninelli: «Tav solo sospesa. In Italia nessuna opera è bloccata». Ecco perché non è vero

«Non c’è una sola opera bloccata in questo paese. C’è soltanto la Tav sospesa per capire se i tanti miliardi impegnati, possono essere spesi meglio per tutti gli altri cantieri sul territorio nazionale». Lo ha detto Danilo Toninelli, ministro delle infrastrutture, intervistato a 24Mattino su Radio 24 da Maria Latella e Oscar Giannino, all’indomani dell’ok della Camera alla mozione M5s-Lega che di fatto “congela” la Torino-Lione. In realtà, dai calcoli del Sole 24 Ore risultano fermi o in bilico 27 progetti infrastrutturali per un totale di 24 miliardi.

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Toninelli annuncia anche modifiche al codice degli appalti - «sono i contratti pubblici il vero male assoluto», dice - e spiega che la Tav «sarà completata tra 15 anni e i benefici si vedranno tra 70, non è una priorità». Ieri il ministro aveva comunque assicurato che la soluzione del governo per la Torino -Lione arriverà «al massimo entro due settimane».

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Intanto, come annunciato nei giorni scorsi - il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ha chiesto al presidente del consiglio regionale, Nino Boeti, «di verificare la possibilità di indire una consultazione popolare sull’opera» . Gli risponde il vicepremier Matteo Salvini: «Ai referendum siamo sempre e comunque favorevoli».

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Toninelli: in arrivo modifica codice appalti
«Nelle prossime settimane – ha aggiunto l’esponente dei 5stelle - approveremo un decreto con alcuni punti di modifica del codice dei contratti pubblici che sono quelli che veramente bloccano i cantieri e non permettono ai tecnici dei comuni di fare quella firmetta necessaria. Hanno paura di metterla nel modo sbagliato».

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Voto di scambio? Barzelletta, non siamo Pd
Il ministro delle Infrastrutture ha respinto le accuse di un presunto “voto di scambio” tra Cinquestelle e Lega su Tav e caso Diciotti. « È una barzelletta, non siamo mica il Pd», ha detto, «non abbiamo proprio l’impostazione umana di confondere argomenti differenti tra loro. Un conto è il caso Diciotti, trattato collegialmente dal governo, un conto sono tutte le altre questioni».

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Tav: benefici tra 70 anni, non è una priorità
«La Tav sarà completata tra 15 anni e i benefici si vedranno tra 70 anni» ha fatto notare Toninelli, «non dico che non serve, dico che non è una priorità». E ha spiegato: «L’Unione europea ha dato degli spiccioli all’Italia e alla Francia, perché stanzierà i soldi solo nel quadro connecting Europe facility quindi nell’accordo tra i paesi membri dal 2021 al 2027». «Fino al 2020 sono state date pochissime centinaia di milioni - ha aggiunto- si sta parlando di un’opera dove il solo buco nella montagna costa 11 miliardi.

Si tratta di un’opera pensata trent’anni fa, che finirà tra 15 anni almeno, e i cui benefici si vedranno tra i 50 e i 70 anni». «In un paese che ha visto 43 morti a Genova e la strada statale E45 chiusa da un magistrato – si chiede il ministro - come può la politica decidere di impiegare quasi tutti i soldi che ha a disposizione per il Tav?». E ribadisce: «Non sto dicendo che l’opera non serve in termini assoluti, sto dicendo che non è al primo posto nell'ordine delle priorità».

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