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O'Shea: «Orgoglioso di questo gruppo. Non voglio pacche sulle…

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il ct degli azzurri

O'Shea: «Orgoglioso di questo gruppo. Non voglio pacche sulle spalle»

Conor O'Shea (Ansa)
Conor O'Shea (Ansa)

Guardando solo il risultato della partita giocata allo Stadio Olimpico di Roma tra Italia e Irlanda, 16 a 26 per gli ospiti, Conor O'Shea, commissario tecnico della Nazionale italiana di rugby, sembra sfidare la stampa straniera dicendo che è lo spunto per «un altro articolo facile per persone pigre». Gli attacchi agli Azzurri - accusati da più parti di non essere all'altezza del Guinness Sei Nazioni - non sono passati inosservati agli occhi del ct irlandese che siede sulla nostra panchina. O'Shea però guarda avanti e non si lascia condizionare, anche se le sconfitte consecutive nel torneo sono salite a 20. «Sono orgoglioso di questo gruppo, non solo dopo questa partita ma sempre», dichiara in conferenza stampa, non nascondendo comunque la delusione.

«Come sempre sono distrutto, perché abbiamo avuto un'opportunità, come l'avevamo avuta contro il Galles», aggiunge. O'Shea ancora una volta si ritrova a dover commentare un risultato negativo per lui e i suoi giocatori ma il suo orgoglio e la sua convinzione non mancano mai: «Non voglio pacche sulle spalle. La squadra sta crescendo» e rivendica ancora il suo lavoro «per il futuro del rugby italiano». Ripete l'ormai cara metafora della montagna da scalare. «Se avremo sempre l'attitudine e la volontà vista oggi, noi saliremo la nostra montagna. Non so dove è la vetta ma la squadra la sta scalando», afferma, sottolineando che sia la Nazionale sia i giocatori nelle proprie squadre si devono «allenare a giocare al livello di intensità che c'è in campo internazionale».

O'Shea però non è un ingenuo e si rende conto che non è tutto roseo. Anche se l'arbitro ha fischiato un po' a senso unico, non può certo essere imputato per il risultato. «Ho visto una squadra che ha fatto tanti errori e siamo stati indisciplinati, non è stato sempre colpa dell'arbitro», riconosce e bisogna ricordare che al tabellone mancano diversi punti lasciati per strada a causa dei calci sbagliati dagli Azzurri. «La mancanza di disciplina è stata una chiave della partita», riconosce anche il capitano Leonardo Ghiraldini, che punta su quanto c'è stato di positivo. «Quando abbiamo il pallone in mano abbiamo delle qualità incredibili, possiamo giocare, possiamo segnare», prosegue. In campo però non si va da soli e Ghiraldini invita a valutare che «c'è anche la qualità dell'avversario. Tante volte non è demerito nostro ma merito degli avversari».

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