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Perché la Sardegna ha scaricato i Cinque Stelle

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il caso sulcis

Perché la Sardegna ha scaricato i Cinque Stelle

Il Sulcis delle fabbriche e delle “vertenze sempre aperte” scarica il movimento Cinque stelle e vota Lega. Ed elegge consigliere regionale un trentasettenne proveniente dalle industrie. Una scelta che sembra quasi seguire il percorso avviato nel 2009 quando, dopo la fermata dell’Eurallumina, i lavoratori delle industrie votarono per il centrodestra. Anche questa volta il mondo delle tute blu, e l’intero Sulcis Iglesiente, 130mila abitanti e più di trentamila disoccupati, cambia. E vota a destra.
Il candidato del centrodestra Christian Solinasvince nel collegio con il 49,11 per cento contro il 30,6 del candidato del centrosinistra Massimo Zedda. Il candidato dei 5 stelle Francesco Desogus si ferma al 10,73 per cento contro il 9,64 della lista. Eppure il 4 marzo scorso il Movimento aveva portato a casa una percentuale del 43 per cento, sbaragliando gli avversari. In questo scenario a sfondare, conquistano una percentuale dell’11,20 per cento diventando primo partito della coalizione di centro destra c’è la Lega che elegge Michele Ennas, responsabile sicurezza proprio nello stabilimento metallurgico della Portovesme srl, l’azienda che sotto il controllo della Glencore produce piombo, zinco, acido solforico, rame, argento e oro.

L’unica azienda ancora in marcia che, con un fatturato che supera il mezzo miliardo l'anno, assicura occupazione a un migliaio di dipendenti diretti e circa 500 indiretti. Polo metallurgico visitato, in campagna elettorale, dal vicepremier Salvini. «È chiaramente un voto di protesta quello che è andato alla Lega di Salvini – dice Salvatore Marzeddu, delegato Rsu Uil proprio alla Portovesme – qui, chi ha perso, paga il prezzo di vertenze troppo lunghe, procedure che non finiscono mai, ricorsi e un rinviare di volta in volta». Ad esempio, il sindcalista, cita il caso che interessa l'azienda in cui lavora. «Il via libera alla nuova discarica, necessaria per garantire la produzione di questo sito – chiarisce – è arrivata ai tempi supplementari, dopo un percorso durato un tempo lunghissimo. Ebbene, davanti a queste incertezze è chiaro che la gente decide di affidarsi e votare chi rappresenta affidabilità». E poi l’aspetto quota 100. «Nella nostra azienda, nell'arco di 4 anni andranno in pensione 150 persone, si tratta di operai over 60 che, in applicazione della Fornero e, nonostante i 40 anni di contributi, sarebbero dovuti rimanere in produzione». A fare i conti con le lungaggini e i continui rinvii non sono solamente i lavoratori dell'unica grossa azienda ancora in marcia.

L’ultimo rinvio è stato venerdì 22 febbraio. Dalla Regione non è arrivato, infatti, il benestare alla valutazione di impatto ambientale per il nuovo progetto dell’Eurallumina. La raffineria di allumina (primo anello della filiera dell'alluminio) ferma dal 2009 e che ora vorrebbe riavviare gli impianti con un progetto che prevede investimenti per 160 milioni di euro. Rinvio, ma solo a questa settimana, anche per il caso Sider Alloys, l’azienda che ha acquisito lo stabilimento di alluminio primario ex Alcoa e che dovrebbe riavviare gli impianti con investimenti per 140 milioni di euro e il reinserimento nel circuito produttivo di circa 400 maestranze. «Mi pare che ci siano molte persone che non hanno un richiamo ideologico come accadeva in passato – dice Marco Grecu, segretario regionale dello Spi Cgil -. La crisi, la mancanza di riferimenti e la paura del nemico che viene da fuori e che ruba il posto di lavoro agli altri viene esorcizzata esprimendo un voto a questo partito». Per Grecu, che per otto anni è stato anche segretario della Camera del lavoro proprio nel Sulcis, c'è anche un altro aspetto: «Le troppe vertenze aperte e non chiuse penso siano state determinanti. Guardo alla vicenda dei pastori e al bisogno di un intervento da parte di un soggetto terzo e pubblico. Ma anche all'incertezza che determinata da continui rinvii o progetti che non riescono a partire».

Nodi da sciogliere ma anche incertezze per il futuro. Come quelle che ruotano attorno alla questione energetica. Perché, è quanto denunciato anche dalle organizzazioni sindacali e non solo, deve essere governata la transizione quando cesserà la produzione energetica con il carbone. Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco alla guida di una coalizione di centrodestra, guarda alle vertenze aperte e i cosiddetti nodi da sciogliere per argomentare il risultato elettorale. «Premesso che sono stati premiati partiti tradizionali radicati nel territorio che hanno mantenuto la presenza – dice -è chiaro il fenomeno Lega è, per un certo verso simile a quello grillino, arrivano sulla scia di un'emozione. Poi bisogna dire che chi ha perso paga l'incapacità di risolvere i problemi. E in questo caso la Lega è quella che mostra più affidabilità».

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