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Migranti: calano sbarchi, non le domande di asilo

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INDAGINE «IN MIGRAZIONE»

Migranti: calano sbarchi, non le domande di asilo

I migranti accolti dai soccorritori e volontari cominciano a sbarcare dalla Sea Watch nel molo di Levante del porto di Catania. È il 31 gennaio (foto Ansa)
I migranti accolti dai soccorritori e volontari cominciano a sbarcare dalla Sea Watch nel molo di Levante del porto di Catania. È il 31 gennaio (foto Ansa)

Migranti: calano gli sbarchi, non le domande di asilo. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha sottolineato che nei primi due mesi di quest’anno gli sbarchi sono diminuiti del 95 per cento. Ma un’indagine di In Migrazione, una cooperativa che opera nell’ambito dell’accoglienza degli stranieri in Italia, mette in evidenza che a fronte di appena 115 persone sbarcate a gennaio, ci sono state 3.409 richieste di asilo.

Rispetto al mese precedente, dicembre 2018 - continua il report - si assiste sì a un dimezzamento degli sbarchi (-57%) ma, allo stesso tempo, a una crescita delle domande di protezione internazionale (+19%). Nel complesso nei primi 8 mesi del Governo giallo verde l’Italia ha ricevuto oltre 29.000 richieste di asilo, a fronte di 10.000 sbarchi.

«Dopo gli accordi con la Libia i trafficanti hanno individuato altri canali»
Se prima dell’estate erano principalmente i nigeriani a presentare domanda di asilo, a seguito del potenziamento degli accordi Italia-Libia, questo “primato” è tornato ai pakistani. Altro elemento, osserva il presidente di In Migrazione Simone Andreotti - che evidenzia come i trafficanti di esseri umani abbiano tempestivamente trovato e ampliato altri canali per far arrivare in Italia i profughi. «Nel mese di agosto c’è stata una flessione del 91% delle domande di asilo rispetto a luglio 2018, mentre - continua Andreotti - a settembre sono subito cresciute del 27%. Un “indizio” che rafforza l’idea che con la chiusura della rotta libica, sia bastato poco tempo ai trafficanti per aprirne e rafforzarne di nuove».

Accoglienza: la forbice tra obiettivi e risparmio effettivo
L’indagine accende i riflettori anche sui posti in accoglienza: a fronte del risparmio sui conti pubblici dell’accoglienza stimato dal Governo in un miliardo e 540 milioni di euro, viene messo in evidenza, i numeri sono più contenuti. Nel primo mese del 2019 il risparmio rispetto al mese precedente è stato di 5 milioni e 200mila euro (5.198.235), ovvero appena lo 0,33% della stima. Complessivamente nel 2018 il Governo Conte ha risparmiato sull’accoglienza poco più di 80 milioni di euro (appena il 5% di quanto preventivato).

ANDAMENTO PRIMA ACCOGLIENZA IN ITALIA
Periodo 2018/2019

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