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Dossier | N. 63 articoli Il reddito di cittadinanza: la guida completa 2019

Reddito di cittadinanza, l’allarme di Poste: «Venite in ordine alfabetico»

Poste suggerisce dei «turni per lettera», in ordine alfabetico, per presentarsi allo sportello a fare domanda del reddito di cittadinanza. Il meccanismo, ha spiegato l'ad di Postepay Marco Siracusano, «è uno strumento pensato per dare un beneficio al cittadino, che può scaglionare la sua andata all'ufficio postale» senza «affollarsi il primo giorno». Il «reddito» sarà erogato agli inizi di maggio a chi avrà i requisiti per ottenerlo e si rivolgerà al canale dei Caf; un termine leggermente slittato rispetto alla scadenza di fine aprile annunciata dal governo.

Con la ratifica del 4 marzo, da parte dell’Assemblea dei centri di assistenza fiscale del protocollo d’intesa sottoscritto dall’Inps - in attesa della formale sottoscrizione della Convenzione Rdc - da domani al 31 marzo (e poi ogni 6 del mese) le domande si potranno presentare anche tramite il canale dei Caf.

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Secondo la tempistica resa nota dai rappresentanti della Consulta dei Caf, per il primo mese – in fase di avvio della misura – i centri di assistenza fiscale provvederanno entro il 15 aprile a inviare le richieste all’Inps, per consentire l’analisi dei requisiti reddituali e patrimoniali che verrà svolta tra il 15 e il 25 aprile. A partire dal 26 aprile, e per questioni di data fino al 3 maggio, sempre secondo il cronoprogramma illustrato dai Caf, è previsto l’ok o il diniego da parte dell’Inps, o la segnalazione di eventuali discrasie. Se c’è il via libera dell’Inps, il cittadino nei giorni successivi attraverso sms o email verrà convocato dalle Poste per la ricevere la Card Rdc, con il pagamento entro gli inizi di maggio (con aprile come mese di competenza).

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«Per il primo mese di avvio, slittano leggermente i tempi – ammette Mauro Soldini, uno dei coordinatori della Consulta dei Caf – ma dal mese successivo si rispetteranno i 10 giorni di tempo per l’invio della comunicazione e i 5 giorni lavorativi per la risposta da parte dell’Inps». Questo cronoprogramma contrasta però con quanto sostengono fonti del governo e dell’Inps, secondo cui saranno rispettate le scadenze date, con risposta dell’Inps dal 15 aprile e consegna della Card a fine mese con la somma accreditata.

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Dopodiché i cittadini percettori del sussidio dovranno tornare ai Caf per avviare l’inserimento nel percorso lavorativo e rivolgersi ai patronati o ai centri per impiego per sottoscrivere la Did (dichiarazione di immediata disponibilità). «I Caf sono pronti ad assistere, informare ma anche ad ammonire sui rischi di dichiarazioni mendaci o incomplete – aggiunge Soldini –. Alla base c’è l’autocertificazione dei dati che invieremo. L’invito è a non recarsi tutti il 6 marzo, perché c’è tutto il mese per presentare la domanda».

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Quello sottoscritto venerdì dalla tecnostruttura dell’Inps con i Caf è un protocollo d’intesa propedeutico alle due convenzioni formali (per reddito e pensione di cittadinanza la prima, e per il rinnovo Isee la seconda) che potranno essere firmate solo dal legale rappresentante dell’Istituto nazionale di previdenza, non appena Pasquale Tridico (il presidente designato) sarà insediato. L’assistenza dei Caf è gratuita, essendo pagata dall’intesa di venerdì che assegna 15 milioni (arriveranno sotto forma di emendamento della maggioranza al decretone che è all’esame della commissione Lavoro della Camera), aggiuntivi rispetto ai 20 milioni previsti dal Dl 4, che servono anche per il rinnovo del servizio Isee, che beneficia di 82 milioni dall’Inps (più eventuali risparmi di gestione). Ai Caf sono riconosciuti 12,20 euro (Iva inclusa) per il modello di domanda Rdc/Pdc con un livello Isee inferiore a 9.360 euro, e 5 euro (Iva inclusa) per ogni domanda di variazione reddituale, entro il plafond di 15 milioni che serve a coprire 1,3 milioni di nuclei richiedenti. Questo numero corrisponde anche alla stima dei beneficiari del Rdc/Pdc prevista dal governo. I richiedenti potrebbero essere anche di più, ma una parte potrà utilizzare il canale dei patronati, altri le Poste, altri ancora il sito dedicato (dopo essersi muniti del Sistema pubblico di identità digitale). Una volta esaurito il servizio per 1,3 milioni di nuclei familiari, il canale dei Caf non sarà più disponibile.

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Un invito a non affollare domani gli sportelli arriva anche dalle Poste che in alcuni uffici hanno affisso cartelli con il calendario per la presentazione delle domande, in base alla lettera iniziale del cognome.

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