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Italia-Cina, dal dossier Huawei alla nuova via della Seta: le…

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TRA INFRASTRUTTURE E GEOPOLITICA

Italia-Cina, dal dossier Huawei alla nuova via della Seta: le divergenze Lega- M5S

Due dossier che, allo stato attuale, registrano posizioni distanti all’interno della maggioranza giallo verde. Da una parte il rapporto con Huawei, il colosso delle telecomunicazioni cinese che si è fatto avanti per sviluppare la rete 5G in Italia. Dall’altra la via della Seta, il mastodontico progetto infrastrutturale lanciato dal presidente Xi Jinping, a cui l’Italia, prima tra i paesi del G7, potrebbe aderire già a fine mese (nella foto Ansa i due vicepremier Luigi Di Maio, a sinistra, e Matteo Salvini)
Due dossier che, allo stato attuale, registrano posizioni distanti all’interno della maggioranza giallo verde. Da una parte il rapporto con Huawei, il colosso delle telecomunicazioni cinese che si è fatto avanti per sviluppare la rete 5G in Italia. Dall’altra la via della Seta, il mastodontico progetto infrastrutturale lanciato dal presidente Xi Jinping, a cui l’Italia, prima tra i paesi del G7, potrebbe aderire già a fine mese (nella foto Ansa i due vicepremier Luigi Di Maio, a sinistra, e Matteo Salvini)

Due dossier con ripercussioni sui rapporti tra Italia e Cina e, in seconda battuta, su quelli Italia-Stati Uniti e Italia-Ue. Due dossier che, allo stato attuale, registrano posizioni distanti all’interno della maggioranza giallo verde. Da una parte il rapporto con Huawei, il colosso delle telecomunicazioni cinese che si è fatto avanti per sviluppare la rete 5G in Italia. Dall’altra la via della Seta, il mastodontico progetto infrastrutturale lanciato dal presidente Xi Jinping, a cui l’Italia, prima tra i paesi del G7, potrebbe aderire già a fine mese.

L’interesse di Huawei per la rete 5G
Nei confronti della compagnia di Shenzhen, i Cinque Stelle non sono contrari, al contrario del Carroccio che invece non vede di buon occhio il coinvolgimento di Huawei nella partita di quello che si annuncia come il prossimo standard dell’internet veloce. La Lega ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, il pentastellato Di Maio, nella quale ha chiesto l’attivazione del Golden power, in vista della gara per la sperimentazione del 5G in cinque città italiane (Milano, l’Aquila, Bari, Prato e Matera). Di Maio ha annunciato che il ministero istituirà una struttura per monitorare la sicurezza dei dati trasferiti attraverso la rete di quinta generazione. La scelta di aprire ai cinesi non sarebbe apprezzata dagli Usa, contrari ad aprire a tecnologie provenienti dalla Cina. Il timore è che Pechino se ne serva per attività di spionaggio. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha prospettato ritorsioni nei confronti di chi dovesse aprire le porte a Huawei.

L’ipotesi di un’adesione alla via della seta (e di uno strappo con gli Usa)
Il secondo capitolo è la Bri, acronimo per “Belt and Road Initiative”, il progetto infrastrutturale voluto dal presidente cinese Xi Jinping destinato a collegare 65 Paesi dall’Asia all’Europa e all’Africa con 900 miliardi di dollari di investimenti . Nel solo 2018, la Cina ha firmato progetti da 80 miliardi. Secondo un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal Financial Times, nel quale venivano riportate le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci, l’Italia potrebbe essere il primo Paese G7 ad aderire alla via della Seta, attraverso la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding in occasione della prossima visita di Stato in Italia del presidente cinese Xi Jinping, il 22 e 23 marzo. Mentre il ministero dello Sviluppo economico, guidato dal capo politico M5S, sembra orientato alla sottoscrizione dell’intesa con Pechino, molto più prudente la posizione della Lega. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, è stato in visita negli Usa. In quell’occasione ha chiarito di condividere i timori dell’amministrazione Trump sulla penetrazione cinese in Italia.

Tempi stretti per la visita di Xi Jinping a Roma
Per Washington le nuove vie della seta sono uno strumento di espansione dell’influenza cinese, così come gli investimenti di Huawei nelle reti 5G dei paesi europei. Di qui la forte contrarietà nei confronti di entrambi i progetti. Grecia, Portogallo, Ungheria e Polonia hanno aderito alle nuove vie della seta. Per capire se anche l’Italia sceglierà di aprire all’abbraccio cinese basterà attendere la visita di Xi Jinping tra due settimane. O il 25 aprile, quando aprirà il secondo Forum Belt and Road Initiative.

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