Norme & Tributi

Dossier Reddito di cittadinanza, l’accordo con le Regioni dimezza i navigator…

  • Abbonati
  • Accedi
Dossier | N. 66 articoli Il reddito di cittadinanza: la guida completa 2019

Reddito di cittadinanza, l’accordo con le Regioni dimezza i navigator a 3mila

Parere favorevole (all’unanimità) della Conferenza delle Regioni per un accordo con il governo sul ruolo dei navigator (le persone che dovranno guidare i beneficiari del reddito di cittadinanza verso l'inserimento nel mercato del lavoro). L’intesa è stata trovata sull'assunzione con contratto di collaboratore di 3.000 navigator, la metà rispetto alla previsione iniziale di 6.000 unità, che dovranno lavorare in stretta connessione con i centri con l'impiego. È anche previsto un piano nazionale che definirà le modalità attuative del loro utilizzo, lasciando decidere un maniera autonoma le Regioni.

PER SAPERNE DI PIÙ / DOSSIER REDDITO DI CITTADINANZA

«Non sono professioni sovrapponibili - ha detto la coordinatrice degli assessori al lavoro delle Regioni, Cristina Grieco, a proposito dei navigator e dei lavoratori nei centri per l’impiego - Faranno assistenza tecnica. Sono collaboratori precari, difficile dire che saranno stabilizzati. Si faranno un'esperienza e poi faranno il concorso».

Il nodo della selezione dei navigator
Ma come avverrà la selezione dei 3mila navigator? Sono ancora vari i nodi da sciogliere. C'è, pubblicato da Anpal Servizi, il bando per chi dovrà gestire la selezione, che avverrà attraverso un test, con una prova scritta per 60mila candidati da tenersi a Roma. Ma manca il bando per il reclutamento dei navigator con i requisiti previsti per chi intende partecipare alla selezione e con i chiarimenti sul tipo di contratto e il compenso: è necessario il parere delle Regioni che gestiscono i centri per l’impiego. Il tempo per un accordo scade giovedì, quando il testo del provvedimento su reddito e quota 100 dovrebbe finire il passaggio in commissione alla Camera, per poi andare in aula e tornare al Senato per il voto conclusivo prima che il 29 marzo il decretone decada.

I requisiti richiesti
Le ultime indiscrezioni tracciano il reddito e il profilo che dovranno avere coloro ai quali è affidato il compito di collegare le offerte di lavoro con i percettori del
reddito di cittadinanza. Ai candidati si offre un contratto di collaborazione con un reddito lordo di 30.000 euro l’anno. Per approdare alla selezione non sono previsti limiti d'età, come sembrava in un primo momento, ma sarà necessaria una laurea magistrale nelle facoltà di Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Statistica e Scienze della formazione. Non è ancora certo se saranno ammessi anche altri corsi di laurea, come Filosofia e Sociologia.

La selezione
Il governo fisserà un tetto a coloro che possono partecipare alla selezione, che sarà fatta con test multipli a punteggio. I candidati non potranno essere più di 60mila per i 6.000 posti ipotizzati (numero poi rivisto a 3mila). Di fatto si teme la folla di candidati e per fare presto è necessario contenere le selezioni in sei giorni. Per evitare un maxi concorso è previsto un meccanismo di limitazione che si basa sul punteggio della laurea. È lo stesso utilizzato dalla Banca d’Italia per le proprie selezioni. Potranno accedere ai test solo in primi 60mila che hanno il voto di laurea più alto. Si partirà dai 110 e lode, per poi scendere fino a completare i ranghi: ad esempio, se tra coloro che presentano la domanda ci saranno già 60 mila con 110 di votazione non potranno accedere quelli con i voti più bassi.

I rilievi della commissione Bilancio
Sui navigator i tecnici della commissione Bilancio chiedono di chiarirne il numero, i costi e l'inquadramento. La relazione tecnica - affermano - «non fornisce elementi utili alla verifica della stima dei fabbisogni di spesa a cui le risorse sono destinate. Andrebbero acquisiti dati ed elementi circa il numero dei destinatari, il loro costo unitario in relazione al profilo di inquadramento, tenuto conto degli automatismi diretti e indiretti, nonché riguardo agli altri elementi quali le correlazioni con lo stato giuridico ed economico di categorie o
fasce di dipendenti pubblici».


© Riproduzione riservata