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Verso le europee

Da +Europa a Mdp, ecco i partiti che rischiano di non entrare a Strasburgo

Il mancato accordo tra Pd e +Europa di Emma Bonino è soltanto uno dei tentati avvicinamenti a cui assisteremo da qui al 7-8 aprile, quando andranno presentati i contrassegni in vista delle elezioni Europee del 26 maggio. La legge elettorale per queste consultazioni prevede infatti uno sbarramento del 4%, più altro quindi del 3% che vale per il parlamento italiano. Ad oggi, sondaggi alla mano, solo 4 partiti avrebbero la certezza di eleggere eurodeputati: Lega, M5S, Pd e Fi. Appena sopra l’orlo della soglia FdI.

Ecco i partiti che rischiano di restare fuori
Rischiano di restare fuori da Strasburgo, +Europa (alleata con Centro democratico), Mdp, Sinistra Italiana, Noi con l’Italia (i centristi del centrodestra), l’Udc, Civica popolare (i centristi del centrosinistra), il Psi, i Verdi e Possibile (il movimento di Pippo Civati). Nonché Rifondazione comunista, che ha tutt’ora un eurodeputato ma nessun parlamentare nazionale. Per tutti questi partiti, se vorranno eleggere eurodeputati, la strategia è obbligata: o trovare ospitalità con i propri candidati sotto il simbolo di un partito più grande, oppure tentare aggregazioni con partiti della stessa area politica per fare massa critica e puntare a superare il 4%.

La galassia di centrosinistra
Alle politiche 2018, +Europa (insieme a Centro democratico) aveva ottenuto il 2,6%, riuscendo ad eleggere 3 deputati e un senatore solo nei collegi uninominali grazie all’accordo con il Pd. L’ultimo sondaggio Swg dell’11 marzo dà il partito di Emma Bonino al 2,8%. Liberi e Uguali (in cui erano compresi Mdp, Sinistra italiana e Possibile) se alle politiche aveva preso il 3,4%, ora Swg dà Mdp, Sinistra Italiana e “altri di sinistra” al 2,6%. Discorso simile per Psi e Verdi, che alle politiche avevano partecipato, insieme a movimenti civici, con la lista “Italia Europa Insieme”: avevano ottenuto appena lo 0,6% (riuscendo ad eleggere tuttavia due deputati e un senatore nei collegi uninominali grazie all’accordo con il Pd). Ora Swg dà i Verdi -Italia in Comune all’1,2%. Civica popolare dell’ex ministro Beatrice Lorenzin, alleata del Pd, aveva preso alle politiche lo 0,5%, eleggendo due deputati e un senatore ma solo grazie alle intese con i dem all’uninominale.

Fratelli d’Italia sopra il 4%
Fratelli d’Italia alle politiche 2018 aveva ottenuto il 4,4% eleggendo 32 deputati e 18 senatori. I sondaggi danno il partito di Giorgia Meloni sopra la soglia del 4% (quello di Swg dell’11 marzo riporta un 4,1%). Proprio il 15 marzo è in programma una riunione del partito per definire le candidature in vista delle elezioni europee. L’obiettivo è migliorare il risultato del 2014, quando il partito per un soffio non era riuscito a superare la soglia, fermandosi al 3,7%.

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La galassia di centrodestra
Più semplice la partita di Noi con l’Italia e dell’Udc, due partiti di centristi nella coalizione di centrodestra. Pur non avendo superato il 3% alle politiche, esponenti dei due partiti eletti nei collegi uninominali al Senato sono già “ospiti” della lista di Forza Italia. All’interno del partito di Silvio Berlusconi, poi, si sta già ragionando sulla possibilità di allargare la lista alle forze moderate.

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