Italia

Appalti, l’Anac stoppa il Comune di Milano: non necessario…

  • Abbonati
  • Accedi
la decisione dell’autorithy anticorruzione

Appalti, l’Anac stoppa il Comune di Milano: non necessario indicare il titolare effettivo

(Agf)
(Agf)

L'Anac stoppa il Comune di Milano sul titolare effettivo. E non dà il suo via libera: non può essere obbligatorio richiederlo, per partecipare agli appalti. Sarebbe «un aggravamento degli oneri formali» e d'altra parte, senza una norma specifica – spiega - «l'assenza di una dichiarazione non può pregiudicare l'iter amministrativo». A distanza di quattro mesi dalla richiesta di parere, inoltrata da Palazzo Marino, l'Autorità nazionale anticorruzione invia alla segreteria generale il suo verdetto.

E frena la decisione del Consiglio comunale, che, col voto del primo ottobre, aveva deciso di escludere da ogni gara chiunque non specificasse il titolare effettivo, al fine di controllare – tra l'altro - le situazioni di conflitto di interesse con dipendenti comunali. «Non si ravvisa una norma che imponga la comunicazione del cosiddetto titolare effettivo alle pubbliche amministrazioni», scrive l'authority presieduta da Raffaele Cantone.

In sei pagine, cita la legge 231/2007, snocciola le misure già esistenti anti riciclaggio, a cominciare dagli indicatori dell'Unità di informazione finanziaria; elenca i requisiti già richiesti per la partecipazione alle gare, indicati dal codice degli appalti (art.80); ricorda come le società iscritte nel registro delle imprese «comunicano le informazioni relative ai propri titolari effettivi». Inoltre richiama i dettami stabiliti dal Consiglio di Stato (Sez. V n. 2064/2013) sulle cause di esclusione e conclude che «la singola stazione appaltante non può inserire, nella lex specialis – scrive - ipotesi di esclusione ulteriori o diverse rispetto a quelle indicate dall'art.80».

Dunque, uno stop netto alla linea di Milano, già per altro applicata – prima dell'arrivo di questo parere - con gli appalti della Galleria Vittorio Emanuele, dove è stata posta come condizione per partecipare anche l'indicazione del titolare effettivo. Pena, l'esclusione dalla gara. Primo tra i Comuni italiani, Milano vorrebbe che la pubblica amministrazione fosse sempre messa nelle condizioni di sapere con chi davvero abbia a che fare. Questo il senso della mozione approvata dal Consiglio comunale, che puntava a chiedere ad ogni privato, che abbia a che fare col pubblico, di indicare la persona fisica, a cui è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell'ente. Una norma dalle molteplici possibili ricadute, soprattutto sul fronte immobiliare, per una città con un piano di investimento per 10 miliardi. E con molti fondi in campo.

Non a caso, la mozione era stata contestata durante le audizioni soprattutto dai rappresentanti del mondo dell'edilizia. Ora il parere negativo dell'Anac cambia la situazione, anche se il presidente della Commissione antimafia di Palazzo Marino - «deluso dalla risposta di Anac» - da parte sua conferma l'intenzione di andare avanti. «Non mi fermerò, il principio è sacrosanto – commenta David Gentili. - Sapevamo perfettamente della mancanza di un riferimento legislativo, ma dalla massima autorità italiana di contrasto alla corruzione non c'è alcun sollecito al legislatore a che questo vuoto sia colmato».

© Riproduzione riservata