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il caso dello scuolabus incendiato

Rogo bus, il papà di Ramy chiede la cittadinanza: come si diventa italiani

Nella storia del bus dirottato e incendiato dall'italo-senegalese Ousseynou Sy non c’è solo una cittadinanza italiana che potrebbe essere revocata. Ce ne è anche una che potrebbe essere conferita. Per meriti. Se da un lato infatti il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto sapere che in caso di condanna per terrorismo «grazie al nostro Decreto sicurezza potremo revocare la cittadinanza italiana» all’autista, dall’altro è arrivata la richiesta della cittadinanza al figlio da parte Khalid Shehata, il padre di Ramy, il 13enne egiziano che ha nascosto il cellulare all'autista sequestratore ed è riuscito a fare la prima telefonata al 112. In poche ore #Ramy (che all’Ansa ha detto: «Da grande vorrei fare il carabiniere») è diventato «trending topic» su twitter.

L’ipotesi cittadinanza al ragazzo 13enne egiziano
L'ipotesi è stata rilanciata dal vicepremier M5s Luigi Di Maio. «Ha messo a rischio la propria vita - ha detto il vicepremier - per salvare quella dei suoi compagni. È la cittadinanza per meriti speciali che si può conferire quando ricorre un eccezionale interesse dello Stato. Sentirò personalmente il presidente del Consiglio in questo senso». Una ipotesi sulla quale Salvini prende tempo: «Stiamo facendo tutte le verifiche del caso - ha detto il leader del Carroccio -. Ora dobbiamo leggere le carte e valuteremo».

La cittadinanza per meriti speciali
L’opzione della cittadinanza per meriti speciali è prevista dall’artcolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, secondo il quale «con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato».

Gli altri casi in cui si ottiene la cittadinanza
Si tratta ovviamente di una ipotesi residuale. In base alle norme attuali la cittadinanza italiana si acquista “iure sanguinis”, se si nasce o si è adottati da cittadini italiani. La cittadinanza può essere richiesta anche dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e sono in possesso di determinati requisiti. In particolare il richiedente deve dimostrare di avere redditi sufficienti al sostentamento, di non avere precedenti penali, di non essere in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica. Non solo. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data. Si può diventare cittadini italiani anche per matrimonio. La “cittadinanza per matrimonio” è riconosciuta dal prefetto della provincia di residenza del richiedente.

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