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Nazionale: oggi Kean, domani forse Balotelli (ma non ditelo a…

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IL GRAFFIO DEL LUNEDÌ

Nazionale: oggi Kean, domani forse Balotelli (ma non ditelo a Salvini)

Come raccomandano i filosofi e gli ortopedici, calma e gesso. Parliamo, non voletecene male, della Baby Italia di Roberto Mancini che martedì 26 marzo, dopo il non proprio travolgente due a zero sull’ostica Finlandia, affronta a Parma un avversario ancora più scarso: quel Liechstenstein mai qualificatosi neppure agli indimenticabili Giochi senza Frontiere. Gia si parla di «goleada» ma, come sa bene Giampiero Ventura, è meglio andarci piano perchè goleada è una parola che non porta benissimo alla Nazionale.

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Noi italiani, soprattutto quando si parla (e si scrive) di Nazionale siamo fatti così: dalla polvere all’altare, dalla tragedia greca all’euforia spinta. Calma, la strada è ancora lunga. È bello vedere giovani millenial come Kean, è bello vedere finalmente tanto entusiasmo intorno a un progetto, ma per ora non spaventiamo ancora nessuno. Molto nervoso è invece Matteo Salvini, già sulle spine per quel Rami, il ragazzino egiziano del pullman di San Donato che, dopo aver salvato i compagni, ha chiesto al ministro la cittadinanza italiana. Ebbene, anche Paulo Dybala, dopo avergli scritto che è davvero un eroe, lo ha invitato a Torino a vedere una partita della Juventus. E Rami, felicissimo, ha risposto che non vede l’ora.

Ma ad aggiungere un altro carico, sull’irritato ministro, si è messo anche Mancini: non bastasse Moise Kean uno, non proprio di origini valtellinesi, adesso il cittì della nazionale, dopo il match con la Finlandia, ha detto che in futuro l’attaccante juventino potrebbe giocare in coppia con Balotelli. E no! È una congiura… Anche Balotelli!!! Povero Salvini, non c’è più rispetto. Come cantava Nanni Svampa: «Al lumbard ghe giren i ball».

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