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#iostoconPuglisi, solidarietà al professore minacciato su Twitter

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#iostoconPuglisi, solidarietà al professore minacciato su Twitter

«Dopo le ignobili minacce ricevute mi prendo una pausa da Twitter», ma intanto sul social network parte la campagna di solidarietà nei confronti di Riccardo Puglisi, il professore associato di Economia dell’Università di Pavia che è stato minacciato dall’utente @Steve_Borgia via Twitter. «Io un partito in cui si candidano sia Rami che Bankitalia lo voterei eh», aveva scritto il 23 marzo l'economista, postando due screenshot di dichiarazioni di Matteo Salvini su Rami e di Luigi Di Maio su Bankitalia. Quattro minuti dopo, Puglisi aveva ricevuto una notifica dal social network: un utente aveva risposto al suo tweet.

Non era, però, un commento (come spesso accade), ma una minaccia: «Tu meriti una pallottola in bocca bacherozzo vomitevole. Stai attento a tua moglie», gli aveva infatti scritto l’utente @Steve_Borgia, il cui account è stato poi sospeso dal social network. Dall’account cancellato - che non aveva nemmeno una foto profilo - era partito solo quel tweet, è possibile quindi che si trattasse di un profilo aperto allo scopo di minacciare il professore in maniera anonima.

Ne è nata una campagna di solidarietà: utilizzando l’hashtag #IoStoConPuglisi moltissimi utenti hanno espresso il proprio appoggio a Riccardo Puglisi, tanto che l’hashtag a lui dedicato è rimasto tra i trending topic (TT) in Italia per l’intera giornata di domenica ed è stato anzi per alcune ore il primo trending topic.
I messaggi di solidarietà sono arrivati anche da esponenti politici di schieramenti opposti (da Mara Carfagna (Forza Italia) ad Anna Ascani (Pd) a Laura Boldrini, solo per citarne alcuni), oltre che da giornalisti, accademici e comuni cittadini.

Nessun messaggio, invece, è arrivato dai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che Puglisi aveva menzionato in un tweet successivo in cui ripubblicava le immagini del suo tweet iniziale e della minaccia di @Steve_Borgia, scrivendo «Sono sempre meno favorevole all’anonimato sui social network. Vedete un caso interessante qui sotto. Che ne dicono @matteosalvinimi e @luigidimaio?».

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