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Affido condiviso, Spadafora: Ddl Pillon è archiviato

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dopo il congresso di verona

Affido condiviso, Spadafora: Ddl Pillon è archiviato

«Il provvedimento Pillon è chiuso. Quel testo non arriverà mai in aula, è archiviato. A mandare definitivamente in soffitta il controverso disegno di legge As 735 sull'affido condiviso dei figli di genitori separati firmato dal leghista Simone Pillon è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora (M5S). «Adesso - spiega Spadafora intervistato stamattina a "Omnibus" (La7) - bisogna scrivere un nuovo testo, che probabilmente prenderà anche qualcosa di buono, ma molto poco, per andare incontro ai temi del diritto di famiglia, ma non come aveva pensato Pillon. Sono state fatte le audizioni in commissione Giustizia, adesso c'è un nuovo tavolo Lega-M5S al quale sono invitate anche le opposizioni».

Parole chiare per schierare il Governo contro le proposte di riforma del senatore del Carroccio, sommerse dalle critiche sin dalla loro prima illustrazione a ottobre, che arrivano all'indomani del Congresso delle famiglie di Verona, specchio delle distanze tra gli alleati di Governo sui temi sociali e del diritto di famiglia. Uno spunto subito colto soprattutto dall'opposizione di sinistra, con un tweet firmato dalla sentarice dem Valeria Fedeli: «Per #Spadafora #ddlPillon è chiuso, archiviato. Benissimo! Ma adesso si passi dalle parole ai fatti. Se questa non è solo la sua posizione personale ma una volontà politica seria e concreta chieda subito e formalmente il ritiro del provvedimento in commissione». Per Forza Italia il commento è affidato al senatore Francesco Giro, che attribuisce la bocciatura del Ddl Pillon non dal «sottosegretario arcobaleno Spadafora», ma «dalla realtà che vivono le famiglie, le mamme e i papà e i loro figli, che è completamente diversa da quella immaginata dal collega Pillon. Lo diciamo da almeno un anno. Punto e a capo».

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Per LeU, una nota del deputato Stefano Fassina sottolinea la «buona notizia» dell'archiviazione e la preannunciata «fase di confronto» sul diritto di famiglia che coinvolgerà anche le opposizioni. «Le mobilitazioni degli ultimi mesi, animate innanzitutto da tante giovani donne, da ultimo sabato a Verona, hanno dato coraggio al M5S per rialzare la testa e fermare le pulsioni regressive della Lega Nord», scrive Fassina, che conclude: «Dopo le autorevoli affermazioni di Spatafora, aspettiamo i fatti».

Fatti attesi anche dal mondo delle associazioni, da mesi schierate contro la riforma Pillon. Il ritiro del ddl «sarebbe una grande notizia se confermata», esulta la presidente nazionale Arci, Francesca Chiavacci, che in attesa coonferma la mobilitazione permamente delle associazioni che «si oppongono a quell'indegno testo. Dalle parole del sottosegretario alla Presidenza aspettiamo i fatti e solo allora saremo soddisfatti. Mi auguro che le tante parole e proclami che questo Governo quotidianamente produce corrispondano anche azioni concrete. Dopo la grande manifestazione di Verona abbiamo dimostrato che
sui diritti civili il fronte è ampio e che non intende indietreggiare», conclude Chiavacci.

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