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Dossier Grido d’allarme degli economisti sulle sovvenzioni alla pesca

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Dossier | N. 31 articoli Elezioni Europee 2019

Grido d’allarme degli economisti sulle sovvenzioni alla pesca

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Un voto può cambiare la storia. Per le buone ragioni, ma anche per quelle cattive. Nella prima settimana di aprile 2019, i membri del Parlamento europeo dovranno decidere quale strada scegliere: se proteggere l'oceano o se distruggerlo. Proprio mentre tutti all'interno dell'Organizzazione mondiale del commercio gli Stati stanno lavorando per concordare l'eliminazione multilaterale delle sovvenzioni dannose alla pesca, i risultati del prossimo voto sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) 2021-2027 possono costituire una pietra miliare fondamentale verso la protezione e lo

EUROPEE 2019 - IL DOSSIER DE IL SOLE 24 ORE

sfruttamento sostenibile dell'ambiente marino. Tuttavia, il recente voto della commissione per la pesca del Parlamento europeo non promette nulla di buono e manda invece il segnale politico sbagliato dall'Unione europea ai responsabili politici internazionali.

I settori marittimi e della pesca europei beneficiano di uno strumento finanziario specifico, i cui obiettivi e le cui disposizioni future saranno presto decise nel corso di una votazione in plenaria del Parlamento europeo. Questo voto determinerà l'assegnazione di più di 6 miliardi di euro di sovvenzioni pubbliche e definirà il modello economico delle attività legate all'estrazione di risorse naturali marine fino al 2027: arco temporale che coincide con la scadenza data dall'IPCC nel suo ultimo rapporto per allineare i nostri sistemi di produzione e di consumo agli imperativi ambientali e climatici. La mobilitazione delle giovani generazioni che sta avvenendo in tutto il mondo deve suonare come un campanello d'allarme e costringere tutti i decisori politici a rinnovare l'impegno per lo sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi pubblici.

Tuttavia, essendovi troppi pescherecci a caccia di pochi pesci, il sovrasfruttamento e la sovraccapacità sono ancora una realtà nelle acque europee. Una delle principali cause di questa assurdità economica sono le sovvenzioni dannose alla pesca, che portano a un accumulo eccessivo della capacità di pesca e al degrado ambientale. Consideriamo invece che abbiamo bisogno di ecosistemi marini sani per mitigare e combattere i cambiamenti che influenzeranno il nostro ambiente globale e la sua sicurezza; che il 69% degli stock ittici europei è soggetto a un sovrasfruttamento continuo che è anche causa di un significativo calo dell'occupazione nel settore della pesca in Europa nei decenni passati; che esiste un consenso condiviso a livello internazionale per “vietare quelle forme di sussidi alla pesca che contribuiscono a un eccesso di capacità e alla pesca eccessiva, eliminare i sussidi che contribuiscono alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e astenersi dal reintrodurre tali sussidi” entro il 2020 (Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 14.6).

Il recente voto della commissione per la pesca del Parlamento europeo sembra una palese negazione della realtà. Un gesto tanto più irresponsabile se consideriamo i negoziati in corso in sede OMC per attuare l'OSS 14.6, secondo il quale l'Unione europea dovrebbe impegnarsi per l'eccellenza ambientale.

I membri della commissione per la pesca del Parlamento europeo hanno votato a favore di emendamenti e compromessi per reintrodurre sovvenzioni dannose volte a finanziare il rinnovo della flotta e la modernizzazione dei pescherecci nell'ambito del prossimo FEAMP 2021-2027, mentre le sovvenzioni per il rinnovo della flotta sono state vietate dall'UE nel 2004 per ridurre la sovraccapacità delle sue flotte di pesca. Un'ampia parte dei fondi dovrebbe essere destinata alla protezione dell'ambiente, alla conoscenza, al controllo e al monitoraggio dell'universo marino, come sottolineato dalle ONG che lavorano sul dossier, ma l'allocazione votata favorisce invece gli investimenti sulla flotta per l'equivalente del 60% del budget totale. Una decisione, questa, che sembra non tenere conto della posta in gioco. I membri del Parlamento europeo devono invece prendere estremamente sul serio la missione imperativa di prevenire il collasso ambientale, trasformando le nostre economie.

Gli economisti firmatari di questa lettera aperta chiedono al Parlamento europeo di respingere formalmente tutte le disposizioni che aumentano l'eccesso di capacità e aggravano drammaticamente lo sfruttamento eccessivo degli ecosistemi marini europei. L'Unione europea deve inviare un chiaro segnale alla comunità internazionale. Le sovvenzioni pubbliche non dovrebbero essere utilizzate per sostenere le peggiori pratiche, ma per proteggere gli ecosistemi marini e l'interesse generale. Poniamo fine alla corsa ai pesci e alla tragedia del bene comune. Voi, deputati del Parlamento europeo, avete in mano una responsabilità storica: avete da scegliere tra passato e futuro. Scegliete il futuro.

Megan Bailey - Assistente professore, Università di Dalhousie - Canada
Andrés Cisneros-Montemayor - Ricercatore associato al programma Nereus dell'Università della British Columbia - Canada
Robert Costanza - Professore, Crawford School of Public Policy, Università Nazionale Australiana - Australia
Sjur Didrik Flåm - Professore, Università di Bergen - Norvegia
Håkan Eggert - Docente senior, Università di Göteborg - Svezia
Rudolf de Groot - Professore associato, Università e ricerca di Wageningen – Paesi Bassi
Pascal Lamy - Ex Direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio e Commissario europeo per il commercio, Presidente onorario Notre Europe, Istituto Jacques Delors - Francia
Rosamond L. Naylor - Professore, Università di Stanford - USA
Unai Pascual - Professore, Centro basco per i cambiamenti climatici - Spagna
Charles Perring - Professore, Arizona State University - USA
Geneviève Pons - - Istituto Jacques Delors - Francia
U. Rashid Sumaila - Professore e Direttore dell'Unità di Ricerca di Economia della Pesca, Università della Columbia Britannica - Canada
Thomas Sterner - Professore, Università di Göteborg - Svezia
Sebastián Villasante - Professore, Università di Santiago de Compostela – Spagna

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