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Vuoi diventare 007? Dimentica Facebook e Instagram

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IL BANDO DI RECLUTAMENTO RISERVATO AI GIOVANI

Vuoi diventare 007? Dimentica Facebook e Instagram

(Adobe Stock)
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Dimenticate i social di ogni genere. Immaginate, invece, un lavoro in piena e inderogabile riservatezza. Scrupoloso nel rispetto delle regole come nessun altro. Dove la ricerca informativa assurge a competenza di prim’ordine, senza timori di confronti in nessun consesso. L’aggiornamento, è scontato, si pretende continuo: «H24».

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Aspiranti 007, dimenticate i film di James Bond. L’occasione ora è ghiotta: entro il 10 maggio alle ore 12 si può inviare il curriculum per una “ricerca mirata” come l’ha definita il Dis, dipartimento informazioni e sicurezza. Vale la pena tentare: la selezione è molto ampia, come mai finora. Nel 2017 e 2018 due ricerche mirate per la cyber security hanno visto l’invio di quasi 8mila curriculum. Stavolta il bacino di reclutamento è allargato a figure di eccellenza laureate in discipline umanistiche, economiche, giuridiche, internazionali, tecnici con elevate conoscenze linguistiche e tutti i profili specializzati nel settore cyber. Professionisti della sicurezza, dunque, declinata in ogni prospettiva. Alcuni dei prescelti diventeranno operativi. Ma l’immagine di un agente vista al cinema resta ormai confinata nelle pellicole: i veri 007 oggi sono cultori della capacità informativa, dell’analisi, di ogni attività per la tutela della sicurezza nazionale. Niente Aston Martin o bicchieri avvelenati.

Cancellarsi da Facebook e Istagram
Può essere decisivo nella scelta di inviare il curriculum: in caso di passaggio delle selezione, il neo agente segreto dovrà abbandonare tutti i social media, non potrà più postare on line le proprie informazioni - selfie in primis - anche al di fuori dei social, seguirà con attenzione un profilo di riservatezza personale e sociale senza eccezioni. Un’inversione assoluta per una prassi ormai parte della normalità quotidiana, un’esigenza invece scontata per chi lavora in questo mondo. In particolar modo nei settori di attività operativa i social sono serbatoio ricco di informazioni ma mai possono essere utilizzabili per la propria visibilità personale: sarebbe una clamorosa contraddizione con il quadro dei valori del comparto intelligence.

Come avviene il reclutamento
si comincia con la registrazione sul sito www.sicurezzanazionale.gov.it e si seguono le istruzioni ricevute per email. Un eventuale errore blocca i passaggi successivi. Alla fine è previsto l’invio del curriculum: quasi inutile dire che tutte le informazioni dichiarate saranno controllate, se non vere l'eliminazione sarà immediata. I candidati scelti in questa fase di preselezione riceveranno un punteggio: con quello minimo previsto si accede a un colloquio orale. Va tenuto conto che oltre alle ricerche mirate è sempre aperta la selezione con modalità “candidatura spontanea” sempre allo stesso sito. Il Dis, nella valutazione dei fabbisogni di personale insieme ad Aisi (Agenzia interna) e Aise (Agenzia esterna), collabora poi con una serie di grandi atenei: le università mettono a disposizione i nominativi di giovani neolaureati con votazione massima nelle classi di laurea considerate d’interesse. Quando si entra nell’amministrazione dell’Intelligence, si comincia con la formazione alla Scuola del Dis. Accanto alle lezioni, a workshop e seminari, ci sono attività di role playing, iniziative nei laboratori, poligoni inclusi quelli cyber, autodromi, scuole di volo.

Le figure più ricercate
Le flessibilità nel reclutamento consentite al comparto intelligence sono decisive davanti a una minaccia della sicurezza nazionale in continua metamorfosi e comunque ad alta intensità. La scelta di ampliare il reclutamento mirato è stata fatta senza dubbio dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, insieme ai direttori del Dis, Gennaro Vecchione, dell’Aise, Luciano Carta, dell’Aisi, Mario Parente. Il fabbisogno non può essere rivelato in cifre ma le necessità sono evidenti: dal 2015 sono state fatte ricerche di professionalità nei settori dell’analisi strategica e operativa, analisi economico-finanziaria, contro-terrorismo, contro-spionaggio, esperti di lingue rare, profili di cyber security e di specializzazione nel settore Ict. Chi vuole, insomma, si faccia avanti.

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