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Giro delle Fiandre, la prima volta di Bettiol

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Giro delle Fiandre, la prima volta di Bettiol

Alberto Bettiol  (Afp)
Alberto Bettiol (Afp)

Non per parlare anche questa volta di calcio, ma è come se il Frosinone in casa del Barcellona avesse vinto tre a zero. Ma questa è invece è una notizia di ciclismo, ed è una di quelle notizie che lascia quasi senza parole perchè è assolutamente inaspettata, non prevista e da nessuno pronosticata. E per questo ancora più bella.

Al 103esimo Giro delle Fiandre, che per chi non lo sapesse è l'Università del Ciclismo, una corsa con 17 muri che sembrano cattedrali, e tribune a pagamento in posti chiave, un ragazzo toscano di 25 anni, Alberto Bettiol, vince per distacco la sua prima corsa da professionista dopo aver lasciato indietro il gruppetto dei migliori sul muro del vecchio Kwaremont.

Era da 12 anni, l'ultima volta con Alessandro Ballan, che un corridore italiano non vinceva al Fiandre. Il primo italiano a iscrivere il suo nome a questa corsa, che in Belgio è una specie di festa nazionale, che raduna ai lati milioni di persone, è stato Fiorenzo Magni. Era il 10 aprile 1949, quasi 70 anni fa. Magni vinse tre volte di fila, come nessuno, e divenne il Leone delle Fiandre, un eroe per i nostri emigranti che 7 anni dopo avrebbero vissuto la tragedia nella miniera di Marcinelle, in Vallonia.

Altri tempi, un altro mondo, non solo ciclistico. Tornando all'exploit di Bettiol, va detto che la sua è stata un'azione perfetta per tempismo e agilità che ha colto tutti di sorpresa. Bettiol, che corre per la Ef Education First, dopo aver scollinato con 15 secondi sul plotoncino degli inseguitori, ha resistito sull'ultimo muro - il Patebenrg - e poi si è lanciato in una specie di volata infinita nel lungo rettilineo che porta al traguardo di Oudernarde.
«Mamma mia, non ci credo! È la mia prima vittoria, ci pensate? La squadra mi ha detto di provarci se ne avevo, così sul Vecchio Kwaremont ho chiuso gli occhi e sono partito. Vi garantisco che sono stati i 14 chilometri più lunghi della mia vita. Grazie di cuore a tutta la squadra, che mi ha supportato in maniera perfetta”.
Sono state queste le prime parole di Alberto, subito dopo aver tagliato il traguardo, in mezzo a una siepe di microfoni e telecamere in una baraonda indescrivibile. Lo stesso concetto, con un tono lievemente diverso, lo ha ripetuto davanti alle emittenti di tutto il mondo parlando sia in inglese sia in francese. Già perchè Alberto è uno dei tanti nostri corridori, di buone speranze e buona volontà, che è andato all'estero per dare una svolta alla sua carriera. Un buon comprimario, scelto per fare da spalla a campioni più esperti, ma il toscano non è tipo da perdersi d'animo. “Voglio vincere” aveva detto pochi giorni fa a un giornale locale. “Voglio vincere, qualsiasi corsa andrebbe bene, ma voglio vincere”.

Parole profetiche che si sono realizzate proprio per uno degli appuntamenti, il Giro delle Fiandre, più ambito e prestigioso del mondo del ciclismo. Pensate che il campione del Mondo, Alejandro Valverde, 38 anni, arrivato in ottava posizione, non l'aveva mai disputato perchè non lo riteneva adatto alle sue caratteristiche. “Troppo duro, con tutti quei muri e quel pavé” aveva detto alla vigilia.
Una giornata straordinaria per Bettiol, oramai rauco dalla felicità. C'è anche un siparietto sentimentale quando qualcuno gli passa il cellulare con una chiamata della fidanzata Giulia con la quale sta costruendo casa: Alberto riesce a dire solo «Amore, amore...» e poi scoppia a piangere, un pianto dirotto e incotrollato, gioia e fatica che si fondono mentre comincia ad affacciarsi nella mente la consapevolezza di quel che ha compiuto
Tornando alla cronaca, il secondo posto è andato al danese Asgreen. Terzo il norvegese Kristoff, con Langeveld, compagno di Bettiol, che taglia il traguardo a braccia alzate, per il successo di Alberto. Da applausi il quarto posto di Mathieu Van der Poel, protagonista di una gara incredibile con tanto di caduta e rientro fino alla volata finale.

Ma sono dettagli. Questo Giro delle Fiandre verrà ricordato solo per l'impresa di un ragazzo di 25 anni - un emigrante del ciclismo - che da grande voleva vincere almeno una corsa. Qualcuno, tra i santi del ciclismo, molto gettonati in Belgio, deve averlo sentito. Per concludere una giornata all'insegna del tricolore va ricordata anche la vittoria, nel Fiandre femminile, della campionessa europea Marta Bastianelli che, allo sprint, ha battuto l'olandese Van Vleuten e la danese Ludwig.

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