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Banche, Conte: vigili e pronti a intervenire per il rafforzamento…

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al senato il premio menichella

Banche, Conte: vigili e pronti a intervenire per il rafforzamento delle Popolari

Per le «banche popolari il governo resta vigile e pronto a fare il necessario per un loro rafforzamento nell'ambito delle regole e del rispetto del mercato». Dice così il premier Giuseppe Conte in un passaggio del suo intervento alla cerimonia per il premio in memoria di Donato Menichella.

La recente sentenza Tercas presso la Corte europea «riapre la strada per l'uso di uno strumento nazionale nella gestione delle crisi di banche di minori dimensioni». e l'Italia si sta «battendo in sede europea per affrontare le crisi bancarie evitando una liquidazione atomistica». Quanto alle norme sui rimborsi ai risparmiatori da inserire nel decreto crescita, qui «abbiamo introdotto una soluzione anche innovativa, che però resta molto solida e che è resistente al vaglio e ai vincoli Ue», aggiunge il presidente del Consiglio. I costi anche sociali delle difficoltà bancarie sono stati trasversali alle tipologie di banche e sono presenti a tutti, secondo Conte. «Il mio governo, per ristabilire giustizia, è intervenuto a tutelare dei risparmiatori e provveduto a stanziare 1,5 miliardi di euro nel prossimo triennio. E voglio rassicurare tutti che le norme che abbiamo predisposto consentiranno la liquidazione degli indennizzi diretta o comunque rapida a tutti i risparmiatori. Queste norme saranno inserite nel dl crescita».

Più in generale «il nostro sistema bancario, soprattutto quello locale, sta affrontando una sfida storica: è nel pieno di una fase evolutiva, il cui buon fine è essenziale per l'efficienza e l'operatività dell'intero settore ma anche per il destino di tante piccole imprese, famiglie e risparmiatori, che sono il nerbo della nostra economia». Per Conte «le banche locali pur in un contesto mutato hanno un ruolo importante da svolgere in un sistema imperniato sulle Pmi, molto dipendente dal credito bancario: la piccola banca sa instaurare un rapporto personale con i clienti». Ed è proprio grazie al «rapporto di reciproca fiducia tra piccole banche e piccole imprese che è stato possibile assistere all'espansione dei distretti industriali. Se siamo la seconda industria manifatturiera europea, lo dobbiamo anche a questo sviluppato radicamento territoriale». Tuttavia, «il mondo sta cambiando. La crisi ha messo a dura prova questo modello di business, la crisi dell'economia reale ha inciso sui bilanci dei piccoli istituti locali, in ragione della loro natura di banche commerciali per eccellenza». In ogni caso, mette in rilievo Conte, anche oggi «la piccola dimensione di per sé non è un elemento di fragilità. Alcuni studi dimostrano che negli anni più duri della crisi finanziaria il mondo del credito cooperativo ha svolto un'importante funzione anticiclica, conservando in media un buon livello di patrimonializzazione, in alcuni casi anche superiore a quello delle banche di sistema. Le piccole banche hanno erogato prestiti alle Pmi anche durante la stretta creditizia».

Nel ricevere il premio Conte ricorda la figura dell'ex governatore della Banca d'Italia, «un conterraneo che mi ha suscitato sempre un fascino particolare perché mi ha sempre colpito che abbiamo esercitato le sue attività presso le istituzioni con un rigore estremo, anche etico». L'approccio di Menichella, nella sintesi fatta dal presidente del Consiglio, «prediligeva la stabilità del sistema piuttosto che la concorrenza bancaria. Lui ragionava più sulla pluralità bancaria. Questo aspetto aveva il fine di promuovere la concorrenza nell'industria. La pluralità bancaria avrebbe favorito la competizione tra imprese. E il boom economico successivo mostra come questo approccio ebbe un certo successo. Non si trattava di difendere il piccolo in quanto tale ma di promuovere la crescita del piccolo. È un obiettivo anche attuale», sottolinea il premier.

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