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Negozi, con le chiusure domenicali lo Stato rischia di perdere 4,6…

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l’allarme dei centri commerciali

Negozi, con le chiusure domenicali lo Stato rischia di perdere 4,6 miliardi di tasse

Non solo posti di lavoro in meno e fatturati più leggeri in favore dei colossi on line che possono vendere 24 ore su 24. Chiudere negozi e centri commerciali la domenica può costare caro allo Stato: oltre 4,5 miliardi di tasse in meno tra imposte dirette e Iva non incassata. Questo il rischio che corre l’Erario secondo la stima contenuta in uno studio realizzato da Nomisma e anticipato nei suoi numeri principali durante la sua audizione in commissione Attività produttive della Camera dal Consiglio nazionale dei centri commerciali

Ddl negozi: 26 domeniche chiusi e pesanti sanzioni per chi bara - GUARDA IL VIDEO

Quello del gettito fiscale che potrebbe essere perso è infatti un rischio che finora è stato poco considerato dalla maggioranza gialloverde che punta a introdurre una stretta sulle chiusure domenicali dei negozi con un Ddl che - va detto - procede al ralenti. Dopo l’estate scorsa si è lavorato a un testo unico, ma a febbraio scorso invece di cominciare a votare si è deciso di ripartire da un nuovo ciclo di audizioni dopo quelle già effettuate mesi fa prendendo così più tempo. Anche perché il tema è divisivo tra operatori commerciali medio grandi contro la stretta e piccoli esercizi e sindacati che rappresentano i lavoratori delle grandi catene più favorevoli alle chiusure domenicali. Il Ddl al momento, nel suo testo attuale, prevede 26 aperture domenicali su 52 e la chiusura degli esercizi commerciali nelle 12 festività nazionali, con una deroga per 4 giorni di apertura da stabilire su scelta delle Regioni. I negozi nei centri storici e quelli di vicinato potranno rimanere aperti tutte le domeniche dell'anno, eccetto le festività. Per le zone turistiche poi le 26 domeniche potranno essere concentrate in alta stagione.

La perdita di incassi da parte dell’Erario non è di poco conto: ben 4,6 miliardi. Secondo lo studio realizzato da Nomisma e in parte anticipato durante l’audizione alla commissione Attività produttive della Camera da Massimo Moretti, presidente del Consiglio nazionale dei centri commerciali (Cncc), il minore gettito fiscale sarebbe di 2,1 miliardi di imposte dirette e 2,5 miliardi di indirette su un totale di 27,8 miliardi di tasse pagate. Lo studio prende in esame l’ipotesi più rigida possibile sulle chiusure domenicali. Che avrebbe come ulteriore effetto - avverte lo studio che sarà presentato a giugno - anche un taglio degli occupati con una perdita fino a a 41.000 posti di lavoro nei centri commerciali. La perdita di occupati tiene conto solo di quelli diretti (che sono complessivamente 587 mila) e non di quelli indiretti e dell'indotto (altri 196 mila). Infine, secondo le stime dello studio di Nomisma, ci sarebbe un minore fatturato dei centri commerciali di 12,8 miliardi (il 18%) oltre a effetti indiretti e nell'indotto per 12,1 miliardi. Il settore oggi vale l'8% del Pil, per un totale di 139,1 miliardi.

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