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25 aprile, cortei in tutta Italia. A Milano sfilano in 70mila

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festa della liberazione

25 aprile, cortei in tutta Italia. A Milano sfilano in 70mila

Cortei per la Festa della Liberazione n tutta Italia. Oltre 70mila le persone a Milano, in testa le autorità con il sindaco Giuseppe Sala e i gonfaloni dei Comuni. E nel corteo anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti, appena dietro la prima fila tra i partecipanti del suo partito. Forti contestazioni si sono avute da parte dei manifestanti pro Palestina al passaggio della Brigata Ebraica. «Via i sionisti dal corteo» e «Israele Stato terrorista», gli slogan usati. Tuttavia malgrado gli attimi di tensione la contestazione non ha provocato incidenti. Il passaggio dei reduci dai lager, riuniti sotto i cartelli dei vari campi, è stato invece applaudito dai manifestanti pro Palestina.

Rispetto a quanto accaduto in città alla vigilia, con gli ultras della Lazio che hanno esposto uno striscione inneggiante a Mussolini e la corona della lapide di un partigiano incendiata, per Zingaretti la risposta più bella è venuta dalle «piazze piene di italiani che difendono la libertà e la democrazia». Unico esponente dell'esecutivo presente in veste non istituzionale il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni («sono qui quindi il governo è presente. Mi sembra un segnale abbastanza chiaro, poi la festa è di tutti e non vogliamo che qualcuno se ne appropri perché sarebbe una strumentalizzazione che in questo momento non è utile»).

«Ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma credo che un amministratore di qualsiasi livello e colore politico abbia il dovere di partecipare alle celebrazioni». Così la sindaca Chiara Appendino, a margine della commemorazione al cimitero monumentale di Torino. «Mi riferisco al governo, ai ministri. Credo sia un sgarbo istituzionale non essere presenti a un momento della comunità e di un Paese intero. Abbiamo la responsabilità di festeggiare cercando di mantenere vivi i valori del 25 aprile».

La sindaca Raggi, i partigiani, la comunità ebraica, le associazioni delle famiglie italiane martiri e i sindacati riuniti insieme nell'aula del Campidoglio per celebrare la festa della Liberazione. Il Comune di Roma tenta di ricucire le divergenze tra Anpi e comunità ebraica di Roma, che hanno celebrato separatamente come lo scorso anno la Festa della Liberazione nella Capitale. Tra i rispettivi rappresentanti il clima però resta tutto sommato freddo. Nessuna stretta di mano tra il presidente dell'Anpi di Roma Fabrizio De Sanctis e la presidente della comunità ebraica. Quest'ultima alla fine delle celebrazioni, nell'aula ha disertato la foto di rito con tutti i rappresentanti delle associazioni in presenza dell'Anpi. «È stato il corteo più grande degli ultimi anni e ce ne era bisogno. Grazie ai partigiani», le parole con cui dal palco di Porta San Paolo il presidente romano dell'associazione De Sanctis mette in guardia dai «dittatori del passato. Erano i progenitori dei populismi di oggi, i duci».

Il corteo promosso dall'Anpi di Napoli in occasione della festa della Liberazione, partito da piazza Carità dopo la deposizione della corona di fiori al monumento dedicato a Salvo D'acquisto, con il presidente della Camera Roberto Fico e il sindaco Luigi De Magistris, si è concluso al Maschio Angioino. Presenti delegazioni di Cgil, Cisl, Uil, Libera, Udu e Gd. Lungo il percorso, la banda musicale che precedeva il corteo ha intonato «Bella Ciao», accompagnato dal coro spontaneo dei partecipanti.

Ad Ancona le cerimonie si sono svolte, come sempre, davanti a fasci littori che si trovano sul maestoso Monumento ai caduti, al Passetto, realizzato negli anni Venti del Novecento dall'architetto Guido Cirilli, e su Palazzo del Popolo, sede principale del Comune di Ancona. Una particolarità che spesso è stata motivo di vanto per gli anconetani e anche per tanti partigiani e rappresentanti dei partigiani («la dimostrazione che siamo in democrazia»). Oggi il piazzale antistante il Monumento ha ospitato la solenne cerimonia a cura del Comando Scuole della Marina Militare in ricordo dei caduti, alla presenza del sindaco Valeria Mancinelli, del prefetto Antonio D'Acunto, il comandante del comandante del Comando Scuole della Marina Militare Alberto Bianchi, del presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo e della presidente dell'Anpi Ancona Tamara Ferretti, che hanno deposto delle corone.

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