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Conte revoca l'incarico al sottosegretario Siri. Di Maio:…

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lungo confronto in cdm

Conte revoca l'incarico al sottosegretario Siri. Di Maio: importante segnale discontinuità

«Discussione civile e pacata». Così fonti della Lega spiegano il clima al Consiglio dei ministri di questa mattina, tutto dedicato, in pratica, alla revoca dell'incarico al sottosegretario leghista ai Trasporti Armando Siri. Nel corso della riunione, durata oltre due ore, un lungo confronto sul "licenziamento" di Siri deciso dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e disposto con un Dpr il cui schema verrà sottoposto per la firma al capo swllo Stato. Il provvedimento è stato adottato senza una votazione del Consiglio dei ministri, in linea con la procedura prevista dalla legge. Secondo fonti del Governo Conte avrebbe parlato di «passaggio di alta valenza politica» e della necessità di una «piena condivisione del metodo e anche della soluzione», ottenendo la fiducia esplicita di tutti i ministri presenti.

«Grazie a quello che abbiamo proposto come M5s il Consiglio dei ministri ha deciso di avviare la procedura di revoca dell'incarico di sottosegretari» ad Armando Siri, «perché quando si parla di inchiesta di corruzione e mafia la politica deve agire prima della giustizia», ha spiegato a caldo il vicepremier Luigi Di Maio commentando in conferenza stampa gli ultimi sviluppi del "caso Siri": «Per me è un grande orgoglio di fare parte di questo governo e della decisione presa da tutti quanti insieme». «In una giornata come quella di oggi in cui l'Italia è scossa da inchieste su temi che riguardano la cosa pubblica - ha poi sottolineato - per me è altrettanto importante che il governo oggi abbia dato un segnale di discontinuità rispetto al passato». «Mi fa piacere che non si sia andati alla conta», ha poi concluso, «perché il nostro obiettivo non è dimostrare una superiorità numerica né una superiorità morale». Di Maio ha quindi annunciato la richiesta di convocare a breve un vertice di Governo per discutere la proposta M5S del salario minino e quella della Lega sulla "flat tax".

Nei loro interventi in Cdm il ministro dalla Pa Giulia Bongiorno e il vicepremier Matteo Salvini ribadiscono la «fiducia nel premier» da parte della Lega ma hanno anche difeso il sottosegretario accusato di corruzione dalla Procura di Roma, «innocente fino a prova contraria come tutti i 60 milioni di Italiani». Il ministro dell'Interno, interpellato dai cronisti sulla revoca a Siri, non rinuncia comunque al confronto con altre situazoni simili in casa M5S. «Prendo atto del fatto che la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto. I nostri candidati sono specchiati. Se ci sono colpe di serie A e colpe di serie B, presunti colpevoli di serie A e di serie B.... a casa mia se uno vale uno, inchiesta vale inchiesta», chiarisce. E riferendosi all'inchiesta di Milano spiega che la Lega «non ha nessun problema, la questione morale riguarda altri. Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su Attilio Fontana».

Archiviato il Cdm con il passo indietro obbligato di Siri le stesse fonti della Lega rivendicano la difesa di «un principio di civiltà giuridica che vale per tutti: non può esserci automatismo tra indagini e colpevolezza. E inoltre «l'apertura di un'inchiesta non può coincidere con la chiusura o la condanna. Siamo dell'opinione che chi ha incarichi istituzionali deve pagare il doppio se colpevole, ma contrari al principio di colpevolezza senza processo». L'invito all'lleato M5S è comunque quello a guardare avanti. Insomma «basta coi litigi e con le polemiche», perchè ci sono tantissime cose da fare: flat tax per famiglie, imprese e lavoratori dipendenti, autonomia, riforma della giustizia, apertura dei cantieri, sviluppo e infrastrutture: basta chiacchiere, basta coi no e i rinvii».

GUARDA IL VIDEO: Il sottosegretario Armando Siri (Lega) è indagato per corruzione

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