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    governo ai ferri corti

    Flat tax, Europa e Province: i 30 dossier che dividono Lega e M5S

    Più si avvicinano le elezioni europee, più i 30 dossier che sono impilati sul tavolo del Governo giallo-verde - dal salva-Roma alle norme sugli appalti e la Tav, dalla flat tax al condono fiscale, dalla separazione delle carriere al caso Alitalia, dall’autonomia regionale alle nomine nelle Asl - diventano la cartina di tornasole dei nuovi equilibri che si andranno a definire all’interno della maggioranza dal 27 maggio in poi, ovvero dopo le elezioni europee. Trenta dossier per trenta partite, che vedono in campo i due azionisti di maggioranza dell’esecutivo Conte: Lega e Cinque Stelle. Da una parte Matteo Salvini, dall'altra Luigi Di Maio. Ecco le principali sfide.

    (Agf)
    (Agf)

    1/30 I 30 dossier aperti per il Governo giallo-verde / Braccio di ferro sull’autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna

    Le distanze sul tema delle autonomie, caro al Carroccio, sono tra quelle più sentite all'interno della maggioranza. Per adesso il dossier è congelato, con i Cinque Stelle che hanno bloccato le bozze presentate dalla Lega. Nonostante Matteo Salvini, sulla spinta dei governatori leghisti di Lombardia e Veneto, prema per portare il dossier sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri, è probabile che il dossier scavalli a dopo le elezioni europee. La Lega ha presentato le bozze delle intese per il trasferimento di funzioni a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. M5S frena. Si fa, è nel contratto - assicura il leader politico dei pentastellati Luigi Di Maio -, ma secondo certi criteri e senza spaccare il Paese in due. Il rischio, è il messaggio lanciato da M5S, è che si creino regioni di serie A e regioni di serie B.

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