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la sede al cairo

Italia-Egitto: sarà l’Asi a far muovere i primi passi alla nuova agenzia spaziale africana

ROMA – Nel nuovo corso delle relazioni tra Roma e Il Cairo che si vanno normalizzando malgrado il caso Regeni non sia stato ancora risolto, un posto di primo piano, insieme alla tradizionale collaborazione nell’energia, è quello che sta avendo la relazione nel settore aerospazio. Sarà infatti il nostro Paese, con l’Agenzia spaziale italiana e con aziende come Thales AleniaSpace, eGeos Leonardo, Telespazio e Avio, attive nella tecnologia civile e militare dei satelliti Cosmo SkyMed per l’osservazione della terra, a promuovere la creazione della nuova Agenzia spaziale africana che avrà sede al Cairo.

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Al Cairo la sede della nuova agenzia spaziale italiana Con il lancio dell’Agenzia Spaziale Africana nel 2017, l’Unione Africana è entrata in campo anche per la corsa allo spazio. Un’agenzia continentale che avrà come sede Il Cairo dove già opera con ricerche, indagini e analisi dei dati da satellite l’Agenzia spaziale egiziana. Il progetto si inserisce nel piano “Africa 2063” che vuole porre le basi per una trasformazione del continente da effettuarsi nei prossimi 5 decenni, favorendo il coinvolgimento di Stati con un accesso limitato al settore spaziale. L’Egitto avrebbe deciso di investire 10 milioni di dollari nella costruzione infrastrutturale dell’Agenzia. La National Authority for Remote Sensing and Space Sciences (NARSS) ospiterà per ora l'agenzia fino al completamento della costruzione del sito definitivo, nella periferia di New Cairo. La nuova Agenzia si concentrerà sulla promozione e il coordinamento delle politiche e strategie spaziali africane e sulle attività che sfruttino le tecnologie e le applicazioni spaziali per lo sviluppo sostenibile e il miglioramento del benessere dei cittadini africani.

Gli obiettivi del nuovo organismo
In particolare gli obiettivi del nuovo organismo si possono così sintetizzare: si va dallo sfruttamento dei potenziali benefici delle scienze dello spazio al rafforzamento delle missioni spaziali nel continente allo sviluppo di una “space economy” locale all’adozione di una buona governance e di best practices per la gestione coordinata delle attività spaziali comuni; dal massimizzare i benefici apportati dalle attività spaziali comuni all'istituzione di una Community of Practice alla promozione di un programma spaziale a guida africana.

Una mostra itinerante con Nespoli testimonial
Per favorire questa collaborazione l'Ambasciata italiana al Cairo ha deciso di promuovere alcuni segmenti delle eccellenze italiane nel settore spaziale con una serie di iniziative promozionali e una mostra organizzata in aprile al Cairo con testimonial l'astronauta Paolo Nespoli. La mostra, denominata “Eye on the Globe”, avrà carattere itinerante e verrà ospitata da Università e centri di ricerca egiziani: in autunno sarà ad Helwan, a Sud del Cairo e poi all'Università di Kafrelsheik tra Il Cairo e Alessandria. La mostra è stata accompagnata da una serie di conferenze per presentare alle controparti egiziane le capacità tecnologiche e i risultati raggiunti. Più in particolare l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la National Authority for Remote Sensing and Space Sciences (NARSS), con il supporto di eGeos, ThalesAleniaSpazio, Telespazio e AVIO, hanno mostrato il vasto campo di applicazione della costellazione satellitare italiana Cosmo SKyMed che opera nel settore delle onde radar e consente la raccolta di dati da cui ottenere valutazioni multitemporali di eccezionale qualità e precisione. Si possono misurare deformazioni del suolo derivanti dallo sfruttamento di campi petroliferi, l'osservazione delle modifiche del territorio agricolo e dei cambiamenti climatici, la prevenzione di frane e terremoti nella protezione civile, l'evoluzione multitemporale di mezzi di trasporto e navi anche per monitorare traffico di uomini, droga e armi o spostamento di formazioni terroristiche. Con la cosiddetta “interferometeria satellitare” la tecnologia italiana consente di verificare anche spostamenti di pochi millimetri da una distanza di oltre 400 km dal suolo per applicazioni nei beni culturali e nel monitoraggio di ponti e dighe.

Ambasciatore Cantini: oltre cento accordi tra Università
L’ambasciatore italiano in Egitto, Giampaolo Cantini ha sottolineato come l'azione dell'Asi e delle aziende italiane dello spazio in Egitto si inserisca nel quadro degli “Indirizzi del Governo in materia spaziale e aerospaziale” dello scorso 25 Marzo 2019, dove si cita l'importanza di una “space diplomacy” che preveda il rafforzamento della cooperazione internazionale e il presidio nazionale ai più alti livelli istituzionali di tutte le Organizzazioni di settore per assicurare una presenza costante dell'Italia con la partecipazione attiva in ambito Nazioni Unite, ESA, Commissione Europea ed a programmi congiunti con la NASA ed Agenzie Spaziali di altri Paesi. Dal punto di vista dei rapporti bilaterali Cantini ha ricordato come la «cooperazione scientifica tra Italia ed Egitto è molo stretta e altamente produttiva. Ci sono più di cento accordi bilaterali tra università e centro dio ricerca e ogni anno circa 400 studenti egiziani completano i loro studi in Italia. L'Italia – ha aggiunto Cantini – è il partner numero per I progetti scientifici condotti all'interno del programma Horizion 2020. L'Italia è il secondo Paese scelto dagli studenti egiziani per i progetti Erasmus».

Cosmo-Skymed: primo lancio nel 2007 dalla California
Il 7 giugno del 2007 fu lanciato con successo dalla California il primo satellite della costellazione dell'industria spaziale italiana, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space (Thales 67%, Leonardo 33%) e Telespazio (Leonardo 67%, Thales 33%). Thales Alenia Space è la società capocommessa, responsabile dell'intero sistema, mentre Telespazio ha realizzato il segmento di terra e ospita al Fucino il centro di comando e controllo della costellazione. Finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana, dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, COSMO-SkyMed è il primo sistema di osservazione satellitare concepito a scopi duali, civili e militari. I satelliti, equipaggiati con sensori radar in banda X ad alta risoluzione, sono in grado di scrutare la Terra in qualsiasi condizione atmosferica e di visibilità e con un'altissima frequenza di rivisitazione, contribuendo in modo significativo al monitoraggio del territorio, alla sicurezza e alla gestione di eventi naturali ed emergenze. «Il sistema COSMO-SkyMed, - ebbe a dire Donato Amoroso, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia – è un fiore all'occhiello della tecnologia radar a livello mondiale, Dopo il successo della prima generazione e la necessità di completamento della seconda, dobbiamo guardare fiduciosi allo sviluppo della Terza Generazione, per garantire all'industria nazionale il mantenimento del ruolo di protagonista assoluta nel settore dell'Osservazione della Terra».

I dati dei satelliti vengono infatti acquisiti dal Centro Spaziale di Matera, dove i tecnici specializzati di e-GEOS, società costituita da Telespazio e ASI, li analizzano per generare servizi a valore aggiunto. Nei primi dieci anni di attività, COSMO-SkyMed ha catturato oltre 1 milione di scene radar in tutto il mondo, monitorando, ad esempio, i siti UNESCO e generando dati fondamentali per l'osservazione dei fenomeni che toccano il nostro Pianeta: dalla valutazione dei danni a seguito di disastri naturali come terremoti, frane o inondazioni, al monitoraggio delle infrastrutture critiche; dal movimento dei ghiacciai ai Poli, al controllo delle attività illegali come l'oil spill o i traffici illeciti di cose o persone.
L'industria italiana sta oggi lavorando allo sviluppo della Seconda Generazione di COSMO-SkyMed (CSG), che garantirà un incredibile salto generazionale in termini di tecnologia, prestazioni e vita operativa, rafforzando conseguentemente la leadership mondiale dell'Italia nel settore.

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