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A San Marino lo sloveno Roglic vola. Ma Nibali c'è. Conti…

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conti ancora maglia rosa

A San Marino lo sloveno Roglic vola. Ma Nibali c'è. Conti conserva la maglia rosa

Spunta dalla nebbia, sotto un diluvio torrenziale, illuminato come in un film dai fari obliqui delle auto. Quando arriva Valerio Conti, con la maglia rosa fradicia incollata alla pelle, tutti scappano. Piove come Dio la manda con un vento che sferza la faccia. Ma quella di Conti, pur provata dalla fatica, è allegra come se fosse andato a prendere il sole alle Maldive. Aveva un unico obiettivo, Conti, quello di salvare la maglia rosa. E la missione è riuscita. «Non mi arrendo finché le mie gambe e il mio cuore diranno basta», dice la maglia rosa, 38esimo, con circa 3 minuti e mezzo di ritardo da Roglic.

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Sotto questo temporale, Valerio, il romano del Colle Prenestino, quello che stravede per Carlo Verdone, è riuscito a ripararsi dall’unica forza della natura che temeva: quella appunto di Primoz Roglic, lo sloveno dagli occhi di ghiaccio che, dominando la cronometro di San Marino, ha bissato il successo di Bologna, da dove sabato 11 maggio era partito il Giro d’Italia. Un successo annunciato, quello di Roglic, che però conferma lo straordinario stato di grazia dello sloveno che supera di 11 secondi Victor Campenaerts, partito almeno due ore prima, in condizioni climatiche decisamente migliori. Terzo, a circa un minuto, è il francese Mollema. Sorprendente anche lui, ma già dimenticato da chi vuole capire cosa succede adesso ai vertici della classifica.

Già, perchè la vera novità, oltre alla (scontata) vittoria di Roglic, e la pesante battuta dìarresto di Simon Yates ( 3 minuti di ritardo) è la straordinaria prova di Vincenzo Nibali, molta attesa a questa cronometro (Riccione-San Marino, 34,8 km) da tutti considerata il primo vero snodo di questo Giro d’Italia. Lo Squalo va oltre alle previsioni, piazzandosi quarto con un minuto e cinque secondi di ritardo dallo sloveno. Il pronostico lo penalizzava. Invece Vincenzo riesce a contenere le perdite permettendogli di mantenere in classifica un distacco da Roglic non troppo pesante (circa due minuti).

«Sì, sono soddisfatto», dice Nibali dopo la prova. Nonostante la pioggia, e una buca che mi ha abbassato la sella, ho fatto una buona cronometro. Me ne sono accorto quando davanti a me ho visto il colombiano Lopez, che era partito tre minuti prima. Vederlo mi ha rinfrancato. La vittoria di Roglic? È uno specialista», ammette Nibali. «Ma adesso ci godiamo questo lunedi di riposo, e poi si entra nel vivo con le salite giuste... Siamo in tabella di marcia. Sapevo che Roglic qui avrebbe guadagnato, ma il Giro è ancora lungo e dobbiamo affrontare delle belle montagne prima di arrivare a Verona».

Eccolo qua, il messaggio che Nibali spedisce a Roglic. Stai attento, amico mio. Finora sei andato fortissimo, a cronometro sei un fuoriclasse, ma il bello del Giro deve ancora arrivare. Ci saranno un sacco di salite, magari con la neve, e io, Nibali Vincenzo, nato a Messina 34 anni fa, sono noto per aver già vinto il Giro nell'ultima settimana, quando il gioco si fa duro. Quindi, caro Roglic, stai in campana e guardati alle spalle… Già, il Giro ricomincia. Martedì e mercoledì ci saranno due tappe per velocisti (Ravenna- Modena e Carpi-Novi Ligure) ma poi da giovedì 23 maggio (Cuneo-Pinerolo) si comincia ad andare sulle nuvole, prima sulle Alpi, poi in Valtellina (Gavia e Mortirolo) e infine sulle Dolomiti prima di arrivare alla cronometro conclusiva di Verona.

Non sarà una passeggiata. In montagna è caduta molta neve. Il maltempo potrebbe riservar sorprese. Per questo Nibali è ottimista. Due minuti sono recuperabili. Soprattutto in salite così lunghe, terreno preferito dal siciliano. Su Roglic poi pesa una incognita: manterrà sempre questo stato di grazia? È da prima del Giro che lo sloveno va fortissimo. Non è facile mantenersi in forma per cosi tanto tempo. Domande che non turbano Roglic. Che replica: «Intanto ho vinto anche a San Marino. Ho fatto un buon lavoro. Poi si vedrà. So che per vincere dovrò essere super».

«Eravamo quattro amici al bar», dice quella canzone. Anche al Giro d’Italia i quattro (non proprio amici) che aspiravano alla maglia rosa si sono dimezzati. Perso Tom Doumolin nella drammatica giornata di Frascati, anche Simon Yates, partito tra i favoriti, ora deve ridimensionare le sue ambizioni. Crollato nella salita finale di San Marino, perde tre minuti pesantissimi. Per non parlare del colombiano Lopez, quasi a quattro minuti. Distacchi che lasciano il segno e scremano gli aspiranti alla maglia rosa. Che ormai sembra più un duello tra Roglic e Nibali. Ma anche questo è un elemento che può giocare a favore del siciliano. Che conclude: «Ora le cose cambiano. Chi ha perso terreno, come Lopez e Yates, adesso dovrà attaccare e questo renderà la corsa più interessante».

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