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Migranti, al Quirinale 80 decreti di revoca della cittadinanza

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Servizio |Dopo l’inchiesta del cnaipic

Migranti, al Quirinale 80 decreti di revoca della cittadinanza

Il primo decreto di revoca della cittadinanza italiana è stato già firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Altri 79 sono pronti a essere sottoscritti, dopo l’inchiesta condotta dal Cnaipic della polizia postale, che ha consentito la condanna di un’associazione ramificata nel ministero dell’Interno, che «mediante la contraffazione di documenti» consentiva a migranti «sprovvisti dei requisiti» di ottenere la cittadinanza italiana.

Oltre 1.500 pratiche nel mirino
La firma sul primo decreto è stata posta dopo un’attenta analisi della vicenda che ha portato alla condanna di Sandra Dosa, funzionaria della Direzione centrale per i diritti civili del ministero dell’Interno. Secondo gli investigatori avrebbe ottenuto una somma complessiva tra i 40mila e i 50mila euro per falsificare documenti finiti nel sistema informatico Sicitt, quello in uso al Viminale per il rilascio della cittadinanza italiana. Le attività di analisi e di verifica informatica degli specialisti del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic) tutt’ora in corso riguardano oltre 1.500 pratiche sospette per l’ottenimento della cittadinanza italiana, emerse nel corso delle indagini e contabilizzate dal sodalizio criminale in veri e propri “libri mastri”.

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«Gravi discriminazioni»
Secondo gli stessi giudici l’accertamento investigativo ha posto l’accento sulla «spregiudicatezza non solo di interferire dietro retribuzione in un procedimento amministrativo destinato a sfociare in un atto del Capo dello Stato, con effetti nazionali e internazionali, ma anche di introdurre gravi discriminazioni e marginalizzazioni su un terreno delicato, involgente diritti primari qual è quello della cittadinanza e delle prerogative che le sono coessenziali». Negli atti, inoltre, si aggiunge che «acquisire la cittadinanza dietro il pagamento di una somma di denaro scardina un settore essenziale dello Stato; coinvolge ministro degli Interni e presidente della Repubblica in una intollerabile situazione di manipolazione di dati informativi e documentali tesa alla discriminazione tra cittadini stranieri operanti nel nostro Paese».

La dirigente della Direzione centrale cittadinanza
L’indagine nasce dalla denuncia di Paola Varvazzo, dirigente della Direzione centrale cittadinanza del ministero dell’Interno. A seguito della segnalazione è nata l’operazione “K10”, dal nome del codice associato all’applicazione Sicitt per la gestione delle pratiche per la concessione della cittadinanza italiana. Le attività investigative, particolarmente complesse, sviluppate dagli specialisti della Postale hanno permesso la individuazione di più gruppi criminali dediti al mercimonio della cittadinanza italiana.

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