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Super Cdm: famiglia, sicurezza e autonomia all’ordine del giorno…

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Super Cdm: famiglia, sicurezza e autonomia all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri

Adesso è ufficiale. All’ordine del giorno dell’odierno Consiglio dei ministri sono stati inseriti i principali provvedimenti su cui finora Lega e M5s non hanno raggiunto l’intesa: dai decreti su sicurezza e famiglia, alle intese sulle autonomie regionali. Nel pacchetto ci sono anche due nuovi disegni di legge sulla riforma della magistratura onoraria (giudici di pace) e sul nuovo regolamento per le spese di Giustizia.

Tra le decisioni attese che potrebbero rientrare come «varie ed eventuali» anche le nomine del Ragioniere generale dello Stato (in sostituzione di Daniele Franco che si insedierà nei prossimi giorni nel Direttorio di Bankitalia) e del Comandante generale della Guardia di Finanza.

Ma se il via libera alle nomine è assai probabile, per il pacchetto più “politico” l’approvazione è già messa in forse dallo stesso ordine del giorno della riunione di oggi. Nel testo diramato dalla Presidenza del Consiglio c’è infatti scritto che per i due decreti - famiglia e sicurezza - siamo all’«inizio dell’esame», formula inedita, addirittura meno vincolante dell’«esame preliminare». Mentre per l’Autonomia si tratta di un «aggiornamento sullo stato dell’iter» e dunque si esclude di fatto che il Cdm possa già oggi dare il via libera.

Non è certa al momento neppure la partecipazione del Governo nella sua interezza. Anzi, viene data per assai probabile l’assenza del sottosegretario alla Presidenza, il leghista Giancarlo Giorgetti, che in un’intervista a La Stampa ha definito il premier non più «super partes». Un’accusa a cui Conte ha risposto duramente: «Se si mette in discussione la mia imparzialità si vada in Parlamento». A gettare un po’ d’acqua sul fuoco è Matteo Salvini. A chi gli chiede se il premier ha ancora la fiducia della Lega, risponde: «Sì, assolutamente. Discussi con lui sulla Tav, ma se non avessi fiducia nel governo non sarei qua».

È questo il clima in cui si è aperto il primo tempo del Consiglio dei ministri durato una ventina di minuti. La riunione riprenderà in serata. Sarà l’ultimo confronto nel Governo prima del verdetto elettorale di domenica prossima. La tensione tra Lega e M5s è ai massimi per la caccia all’ultimo voto. E dopo il risultato delle Europee qualunque scenario viene ritenuto possibile: dalla crisi con probabile ritorno alle urne dopo l’estate a un rimpasto qualora l’esito delle urne confermi il sorpasso del partito di Salvini sui Cinque Stelle.

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