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Sistema Exodus

Intercettazioni abusive con app “mascherate” su Google Play e App Store: due arresti

Attraverso la piattaforma Exodus «ascoltavano e analizzavano» le intercettazioni telematiche delle procure di Benevento, Castrovillari e Catanzaro, ma anche della Direzione centrale dei servizi antidroga installato alla Procura di Roma. Un archivio con circa 80 Terabyte di dati riferibili ad attività di indagine erano finiti su server di proprietà della società americana Amazon Aws, nell’Oregon. Ma non solo, perché avevano inserito applicazioni «mascherate» su Google Play (per Android) e App Store (per Apple) che, una volta scaricate da ignare persone, consentivano intercettazioni abusive.

Gli arresti
L’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli ha portato all’arresto di Diego Fasano, amministratore della srl E-Surv, società proprietaria della piattaforma Exodus, e di Salvatore Ansani, direttore tecnico della srl. Secondo i magistrati avrebbero catalogato i risultati delle inchieste più delicate, quelle sulle organizzazioni mafiose e sui traffici di droga. Non è escluso che le intercettazioni siano riferibili anche a indagini che coinvolgano politici di vario livello. Gli accertamenti sono stati condotti da Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) della polizia postale, dal Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza e dai carabinieri del Ros.

Chi sono gli arrestati
La E-Surv è proprietaria e sviluppatrice di piattaforme informatiche e di software per lo svolgimento di intercettazioni telematiche con captatore informatico. Nel 2016 ha elaborato dei programmi e dei sistemi informatici dotati di elevata capacità di intercettazione, integrati in una piattaforma chiamata Exodus. Un sistema, quindi, in grado di intercettare dati, conversazioni e comunicazioni sia di computer sia di telefoni cellulari. Nel 2017 E-Surv ha fornito Exodus a una serie di società operanti nel settore nell’ambito delle attività di indagine delegate alla polizia giudiziaria dalle varie procure. Tra queste società ci sono la Stm srl, la Ips, Rpc, Innova e Rifatech, come risulta da una annotazione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

Il sistema Exodus
Attraverso Exodus, dunque, la E-Surv è venuta in possesso di una serie di intercettazioni riservate e finite sul server Amazon. Ma non solo. «Gli odierni indagati – si legge negli atti della Procura di Napoli - hanno deliberatamente inserito e diffuso nei principali Play Store esistenti in commercio, e nelle più comuni piattaforme elettroniche, una serie di applicazioni informatiche “infette” che, una volta scaricate da un qualsiasi utente della rete internet, lo hanno di fatto esposto ad una attività di captazione occulta di tutte le proprie conversazioni e delle proprie comunicazioni, avvenuta in modo totalmente abusivo, e i cui risultati sono stati riversati e custoditi all’interno dell’unico database presente sulle piattaforme di Amazon utilizzate dalla E-Surv srl».

Applicazioni mascherate
Secondo il gip, che ha convalidato l’arresto, «tale prolungata condotta illecita ha consentito alla E-Surv di testare sul campo il proprio prodotto concepito informaticamente in modo del tutto illecito». Uno degli arrestati, Ansani, ha «ammesso – dice il gip – di aver creato ed inserito in rete in via preventiva e senza alcuna autorizzazione una serie di “app mascherate” apparentemente innocue e di comune utilizzo ma che in realtà contenevano il virus che consentiva il funzionamento del captatore informatico, finendo con l’essere a quel punto esposto ad intercettazione dei propri dati e delle proprie comunicazioni».

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