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Abuso d’ufficio nuovo fronte nella maggioranza, cosa prevede e come…

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CANTONE (ANAC): SÌ A REVISIONE

Abuso d’ufficio nuovo fronte nella maggioranza, cosa prevede e come può cambiare

Ennesimo scontro all’interno della maggioranza sulla cancellazione del reato di abuso d’ufficio (nella foto, da sinistra a destra, Luigi Di Maio e Matteo Salvini)
Ennesimo scontro all’interno della maggioranza sulla cancellazione del reato di abuso d’ufficio (nella foto, da sinistra a destra, Luigi Di Maio e Matteo Salvini)

Un nuovo fronte, l’ennesimo, divide il governo giallo verde a quattro giorni dalle elezioni europee: è quello dell’abuso d’ufficio. Salvini ne ha proposto l’abolizione. Di Maio ha chiuso. «Non rientra nel contratto di governo», è il messaggio dei pentastellati.

Poi, di fronte alla presa di posizione sul tema del presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che da una parte si è detto contrario all’abolizione del reato, dall’altra ha detto di considerare «opportuno che ci sia uno spazio per pensare una modifica», il leghista ha “aggiustato il tiro”. «Sono d’accordo con Cantone e l’ha detto anche Conte - ha affermato -. L’abuso d’ufficio va rivisto. Io sono d’accordo col presidente del Consiglio».

Parole che sono state colte in maniera positiva da M5S. «Mi fa piacere che (Salvini, ndr) abbia fatto marcia indietro» sul reato di abuso d’ufficio, ha detto. «Adesso vuole migliorarlo e c’è una bella differenza» rispetto alla volontà di abolirlo, ha aggiunto.

Stando ad analisi interne svolte dalla Procura di Roma, si è accertato che la maggior parte dei processi per abuso d’ufficio finisce in molti casi in archiviazione.

Corte conti: dal 2008 sono 150 sentenze
Da giugno 2008 ad aprile 2019 nella banca dati online della Corte dei conti risultano 150 sentenze di responsabilità per il reato di abuso d’ufficio, spesso associato ad altre fattispecie (truffa, falso ideologico, violenza e falsità in atti).

Che cosa prevede il reato di abuso d’ufficio
L’abuso d’ufficio è un reato particolarmente difficile da dimostrare, qualora non celi un più grave fatto di corruzione o concussione. L’illecito è disciplinato dall’articolo 323 del codice penale che ormai da tempo numerose procure della Repubblica tendono a non applicare per l’oggettiva difficoltà di dimostrarlo nel corso del processo.

La maggior parte dei processi finisce in archiviazione
Stando ad analisi interne svolte dalla Procura di Roma, si è accertato che la maggior parte dei processi per abuso d’ufficio finisce in molti casi in archiviazione. Ma vediamo cosa prevede l’articolo del codice penale che tratta questo reato. «Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che nello svolgimento delle sue funzioni o del suo servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni». Il reato, dunque, sanziona il pubblico ufficiale che compie un atto in favore - nella maggior parte dei casi - di terze persone. Un illecito particolarmente difficile da dimostrare, qualora non sia individuabile traccia di un passaggio di denaro, dunque di una corruzione o una concussione.

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