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Cei: stretta sulla pedofilia, scatta l’obbligo di denuncia alla…

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LE NUOVE LINEE GUIDA DEI VESCOVI

Cei: stretta sulla pedofilia, scatta l’obbligo di denuncia alla magistratura

I lavori di apertura dell’Assemblea generale della Cei (foto Ansa)
I lavori di apertura dell’Assemblea generale della Cei (foto Ansa)

Stretta dei vescovi italiani nel contrasto alla pedofilia nella Chiesa. L’assemblea generale della Cei ha approvato le nuove linee-guida in cui è prevista la denuncia da parte del vescovo competente alla magistratura in caso di notizia di abusi su minori.

La norma non c’era nelle precedenti linee guida, e rappresenta una grossa novità, che arriva peraltro pochi giorni dopo la pubblicazione del Motu Proprio del Papa proprio sulla lotta agli abusi. In particolare nelle linee guida approvate dalla Cei sulla tutela dei minori è previsto «un obbligo morale» di denunciare alle autorità civili clerici e religiosi per i quali, in seguito a un’indagine previa, si confermi una “verosimiglianza” delle accuse di pedofilia.

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L’annuncio è stato fatto da monsignor Lorenzo Ghizzoni, responsabile della Commissione Cei per la tutela dei minori (e arcivescovo di Ravenna), : «È un grande passo in avanti», ha detto, presente il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti.

Serve ok vittima, ma il vescovo può procedere comunque
Si tratta di «un obbligo morale» – ha spiegato - perché non esiste un obbligo giuridico né nel diritto canonico né in quello civile, in quanto i vescovi non sono pubblici ufficiali. L’assemblea dei vescovi ha voluto questa norma «andando oltre e facendo un importante passo in avanti». Tecnicamente si tratta di «un esposto» in quanto «la denuncia può essere fatta solo dalle vittime» ma quasi sempre si procede d’ufficio in seguito all’esposto nei casi di pedofilia.

Il vescovo si fermerà solo di fronte alla esplicita volontà di una vittima o della sua famiglia di non fare denuncia. «Ma chiederemo che questa opposizione alla denuncia sia scritta e che sia ragionevolmente giustificata. Se vedremo interessi non corretti, per esempio da parte di genitori di vittime, procederemo lo stesso con l’esposto», ha aggiunto Ghizzoni. Inoltre la giustizia canonica farà comunque il suo corso e quindi potrebbe verificarsi in caso di una condanna ecclesiastica anche a fronte di una eventuale assoluzione della magistratura ordinaria (o viceversa).

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