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Gli ospedali copriranno i buchi in corsia con giovani medici in formazione

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la modifica al decreto calabria

Gli ospedali copriranno i buchi in corsia con giovani medici in formazione

Per coprire i buchi in corsia provocati dalla carenza di medici gli ospedali potranno assumere fino al 2021, con contratto a tempo determinato e in part time, giovani medici che stanno completando la loro specializzazione . È questa una delle (poche) modifiche approvate dalla Camera al decreto Calabria varato a metà aprile dal Governo per provare a salvare la Sanità calabrese. Il provvedimento, che passa ora al Senato, ha visto anche le clamorose dimissioni del relatore, la 5 Stelle Dalila Nescia, per le accuse di conflitto di interesse con un suo collaboratore che figura tra i candidati per il posto di commissario di un’Asl.

Il decreto prevede innanzitutto una serie di norme più stringenti sulla verifica del lavoro dei direttori generali nei vari ospedali e Asl calabresi e introduce i “super poteri” dei commissari straordinari sulla sanità della regione, penalizzata da un disavanzo di gestione salito a 168 milioni di euro nell'ultimo trimestre 2018. Il testo, in sedici articoli, si compone di due Titoli, il primo finalizzato al commissariamento della sanità calabrese e il secondo contente misure di carattere più generale, tra cui lo sblocco del tetto alla spesa per il personale del Servizio sanitario nazionale. In particolare tra gli interventi per la Calabria si prevede il rafforzamento dei controlli sui direttori generali, introducendo verifiche straordinarie sulla loro attività, che spettano al commissario ad acta. “Sorvegliati” speciali anche i direttori amministrativi e sanitari: sul loro lavoro pendono controlli periodici dei commissari straordinari. E proprio sui commissari straordinari sono stati approvati alcuni emendamenti dell’opposizione: sono spariti i 20 mila euro, previsti come indennità aggiuntiva per i commissari straordinari se residenti fuori regione e gli ulteriori 50 mila euro, previsti nel contratto, legati ai risultati realmente ottenuti dai commissari.

Per quanto riguarda le misure per coprire le carenze di medici in corsia sempre più evidenti non è passata la modifica a firma Cinquestelle che avrebbe consentito l'assunzione straordinaria di medici in pensione. Approvata invece quella che apre all’utilizzo degli specializzandi in corsia: in particolare potranno essere assunti fino al 2021 «i medici e i medici veterinari iscritti all'ultimo anno - si legge nell’emendamento approvato - del corso di formazione specialistica nonché, qualora questo abbia durata quinquennale, al penultimo anno del relativo corso». L’assunzione potrà avvenire con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con orario a tempo parziale «in ragione delle esigenze formative». Il contratto «non può avere durata superiore a quella residuale del corso di formazione specialistica, e può essere prorogato una sola volta fino al conseguimento del titolo di formazione medica specialistica e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi». In ogni caso la norma prevede che l’interruzione definitiva del percorso di formazione specialistica «comporta la risoluzione automatica del contratto di lavoro». I giovani medici svolgeranno «attività assistenziali coerenti con il livello di competenze e autonomia raggiunto e correlato all'ordinamento didattico di corso, alle attività pratiche professionalizzanti nonché al programma formativo seguito e all'anno di corso di studi superato».

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