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Casse, 85 miliardi investiti senza bussola. Padula: «Serve un…

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MERCOLEDI' LA RELAZIONE ANNUALE COVIP

Casse, 85 miliardi investiti senza bussola. Padula: «Serve un regolamento unitario»

Le venti Casse previdenziali dei professionisti (85,3 miliardi di risorse complessive nel 2017; +53,2% dal 2011, mentre il Pil nei sette anni è cresciuto solo del 5%) sono gli unici investitori istituzionali privi di una regolamentazione unitaria sugli investimenti. Una realtà unica nell’Eurozona. Le casse previdenziali dei professionisti francesi (funzionano a ripartizione con pensioni calcolate con un sistema di punti e quote) hanno limiti precisi per le loro scelte di portafoglio. E lo stesso vale, per fare un altro esempio, per le casse tedesche, a capitalizzazione e una regolamentazione in linea con quella delle assicurazioni private.

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Un patrimonio senza bussola
Le Casse italiane sono regolate da norme del 1994, l’anno della loro privatizzazione. Una disciplina un po’ datata e che, secondo molti osservatori del settore, meriterebbe un aggiornamento. I loro attivi patrimoniali sono investiti al 23% circa in immobili, per il 36% in titoli di debito, mentre la fetta dei titoli di Stato oscilla attorno ai 14 miliardi, il 16% dell'attivo. Gli investimenti non domestici sono leggermente superiori a quelli fatti in Italia: sempre nel 2017 erano pari a 36,9 miliardi contro i 34,4 miliardi rimasti in casa.

Regolamento atteso da otto anni
Dal 2011 è sul tavolo del Mef la bozza di un regolamento per gli investimenti della Casse (previsto dal dl 98/2011) che non ha mai visto la luce. Mercoledì il presidente della Covip, Mario Padula, con la sua Relazione annuale, oltre ad aggiornare i dati sugli investimenti delle Casse e dei fondi pensione, lancerà un nuovo appello al governo per fare un passo avanti sul tema. Ma annuncerà anche l’avvio di un progetto per la costruzione di un sistema di segnalazioni di vigilanza per le Casse, analogo a quello già esistente per i fondi pensione, proprio per acquisire dati disaggregati fino al massimo livello (singolo titolo o strumento finanziario) sull'asset allocation delle Casse. L’obiettivo è ambizioso: una più completa valutazione dei portafogli e una analisi in continuo e automatica (non onerosa per gli Enti) dei dati trasmessi. «La regolamentazione delle casse professionali è in ritardo - spiega al Sole 24 Ore il presidente Padula -. E questo ritardo è reso ancor più evidente dai progressi che recentemente si stanno registrando nel contiguo settore dei fondi pensione grazie al recepimento della Direttiva IORP II».

Dai conflitti di interesse alla banca depositaria
I temi da affrontare sono noti: oltre alle politiche di investimento, c'è quello dei conflitti di interesse e di banca depositaria. Se ne parla da anni, come da anni si immaginano ipotesi di attrazione degli investimenti di Casse e fondi pensione nell'economia. Ma oltre alle dichiarazioni d'intenti non si va. Per la definizione di un assetto regolamentare più moderno, spiega Padula, è certamente utile partire dalla regolamentazione del settore dei fondi pensione. Perché IORP II interviene sulla governance dei fondi migliorando la qualità dei processi decisionali.

«Come per i fondi - dice il presidente della Covip - anche nelle Casse andrebbero istituite nuove funzioni i cui responsabili potranno interloquire, all’occorrenza, direttamente con l'Autorità. Ma anche politiche scritte di remunerazione e modelli di valutazione interna del rischio». In questi anni alcune Casse si sono dotate di regolamenti propri ma, appunto, manca un quadro unitario. Da qui l'ennesimo appello della Covip: «serve un impianto regolamentare più moderno, adeguato alla tutela degli interessi di chi contribuisce oggi nell'aspettativa di ricevere domani una prestazione».

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