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Dossier La CO2 entrerà nelle tariffe del bollo auto

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Dossier | N. 375 articoli Dossier circolazione stradale

La CO2 entrerà nelle tariffe del bollo auto

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Il bonus malus ambientale sulle auto, su cui si basano l'ecotassa e gli ecoincentivi statali in vigore da marzo, si estenderà alle tasse. Lo studia il Governo e l’intenzione è stata messa nero su bianco nel protocollo «Aria pulita», firmato nei giorni scorsi a Torino dal premier Giuseppe Conte con sei ministri (Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole, Salute), Regioni e Province autonome. Un mix di misure per rispondere a due procedure d’infrazione Ue per sforamenti su biossido di azoto e particolato nell’aria. Sono 17 azioni, tra agricoltura, mobilità, riscaldamento civile, uscita dal carbone e misure trasversali.

Spicca l’azione di «disincentivo all’utilizzo di veicoli ad alte emissioni inquinanti». L’aveva anticipata il 28 maggio il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in audizione alla commissione Ambiente alla Camera: «C’è l’impegno del ministero dell’Economia a elaborare una proposta legislativa per individuare criteri “bonus malus”» nelle tariffe del bollo auto.

Non ci sono ancora dettagli, ma nei mesi scorsi si era parlato di un bollo “sul consumo”, basato cioè sui consumi di combustibile, proporzionali alle emissioni di CO2 (climalteranti), già alla base di ecotassa ed ecobonus. Potrebbe avere un effetto “analogo” a un rincaro delle accise. La proposta andrebbe comunque modulata con attenzione, perché il puro dato della CO2 è favorevole per il diesel, che produce maggiori emissioni di biosssido di azoto e particolato.

I tecnici dell’Economia, dell’Ambiente e dello Sviluppo economico non hanno ancora chiuso il dossier e tengono in considerazione anche altri modelli ed ipotesi differenti, comprese quelle suggerite dal Parlamento europeo, basate sul pay per use (utilizzo effettivo del veicolo, come si è iniziato a fare in Olanda).

Il modello italiano attuale si basa invece sulla potenza del motore e sulla sua classe ambientale (emissioni inquinanti vere e proprie), ma risale al 2007 e sarebbe da aggiornare: la tariffa meno penalizzante accomuna le Euro 4 dello scorso decennio alle Euro 6D attuali.

Il protocollo di Torino dice che il Mef, sulla base del bonus malus, deve formulare entro 180 giorni una proposta di modifica. Una traccia c’era già nel Piano nazionale integrato energia clima, che parlava di revisione graduale dei «sistemi fiscali sul trasporto (tassa immatricolazione, tassa di possesso, imposte sui carburanti eccetera)». Nel protocollo c’è anche l’impegno del Mef a razionalizzare entro il 31 dicembre le risorse per il controllo dello smog creando con la prossima legge di Bilancio un fondo unico con dote fino a 400 milioni l’anno.

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