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Corruzione, arrestati Paolo Arata e il figlio: erano coinvolti nel caso…

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ex consulente lega e deputato fi

Corruzione, arrestati Paolo Arata e il figlio: erano coinvolti nel caso Siri

(Ansa)
(Ansa)

Sono stati arrestati Paolo Arata, ex consulente della Lega per l'energia ed ex deputato di Fi, e il figlio Francesco. Sono accusati di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Sarebbero soci occulti dell'imprenditore trapanese dell'eolico Vito Nicastri - anche lui in manette - ritenuto dai magistrati tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. È Arata l’imprenditore che avrebbe promesso una mazzetta all’ex sottosegretario ai Trasporti Armando Siri in cambio della promessa di un emendamento al Def, poi mai approvato, sugli incentivi connessi al mini-eolico, settore in cui l’ex consulente del Carroccio aveva investito. Una vicenda che ha portato Siri fuori dal governo gialloverde. Francesco Arata invece è stato assunto a Palazzo Chigi dal sottosegretario Gianacarlo Giorgetti nel Dipartimento di Programmazione economica.

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Nell’ambito delle indagini la Procura di Palermo ha disposto il sequestro di
otto società che operano nel campo delle energie rinnovabili
, settore in cui hanno investito gli indagati. «Arrestato Arata. Corruzione e mafia vanno combattute con durezza. Ora in Regione Sicilia chi aveva dato concessioni per i due parchi eolici in questione con grande leggerezza dovrà fornire risposte!», scrive in un tweet il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra.

In manette anche Nicastri
L'arresto è stato disposto dal gip di Palermo Guglielmo Nicastro su richiesta della Dda guidata da Francesco Lo Voi. Gli Arata sono indagati da mesi per un giro di mazzette alla Regione siciliana che coinvolge anche Nicastri, tornato in cella già ad aprile perché dai domiciliari continuava a fare affari illegali. Nel business c'erano anche gli Arata che, secondo i pm, di Nicastri sarebbero soci. Oltre che nei confronti dei due Arata il giudice ha disposto l'arresto per Nicastri, la cui la misura è stata notificata in carcere in quanto già detenuto, e per il figlio Manlio, indagati pure loro per corruzione, auto riciclaggio e intestazione fittizia. Ai domiciliari è finito invece l'ex funzionario regionale dell'Assessorato all'Energia Alberto Tinnirello, accusato di corruzione.

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Le intercettazioni e il caso Siri
Una tranche dell'inchiesta nei mesi scorsi finì a Roma perché alcune intercettazioni, come accennato, avrebbero svelato il pagamento della mazzetta da 30mila euro, da parte di Arata, all'ex sottosegretario alle Infrastrutture leghista Armando Siri. A Palermo invece è rimasta l'indagine sul giro di corruzione alla Regione siciliana che oggi ha condotto all'arresto degli Arata e dei Nicastri. Tutti al centro, secondo i pm di Palermo, di un giro di tangenti che avrebbero favorito Nicastri e il suo socio occulto nell'ottenimento di autorizzazioni per i suoi affari nell'eolico e nel bio-metano. Ai regionali sarebbero andate mazzette dagli 11 mila ai 115 mila euro.

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