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ok del senato con 135 sì

Il Ddl concretezza è legge: via libera alle impronte digitali contro i furbetti del cartellino

L’Aula del Senato ha dato disco verde definitivo con 135 sì, 104 no e tre astenuti al Ddl concretezza nella Pubblica amministrazione. Il provvedimento, approvato nel testo tornato con modifiche dalla Camera, è collegato alla manovra. Tra le misure previste dal provvedimento per il riassetto c’è anche l’uso di sistemi di videosorveglianza e impronte digitali contro i “furbetti del cartellino”.

Misure contro l’assenteismo
L'articolo 1 del provvedimento istituisce presso il Dipartimento della funzione pubblica il “Nucleo della Concretezza” per l’efficienza amministrativa. L’articolo 2 contiene misure per contrastare l’assenteismo, con l’introduzione di sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche per la verifica dell’osservanza degli orari di lavoro. Per quanto riguarda la scuola, con una modifica introdotta a Montecitorio, questi controlli sono previsti per i soli dirigenti scolastici, esclusivamente ai fini della verifica dell’accesso.

GUARDA IL VIDEO - Impronte digitali contro i furbetti del cartellino

Ricambio generazionale e fascicolo del candidato
L’articolo 3 (che era l'articolo 4 nella versione originaria del testo) prevede misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale nelle amministrazioni statali, le agenzie e gli enti pubblici non economici. Previsto, tra l’altro, lo sviluppo presso il Dipartimento della funzione pubblica di un portale del reclutamento e la possibilità di creare il fascicolo elettronico del candidato. Vengono introdotte, poi, modifiche in materia di composizione delle commissioni esaminatrici dei concorsi pubblici, con l’istituzione di un Albo nazionale dei componenti delle commissioni. La Camera ha soppresso il “vecchio” articolo 3 che prevedeva l’adeguamento dei fondi destinati al trattamento del personale. L’articolo 4 estende la possibilità di mobilità tra le pubbliche amministrazioni anche a personale non dirigenziale. Mentre l’articolo 5 detta misure per porre rimedio ai problemi sorti in seguito alla risoluzione, da parte di Consip, di alcune convenzioni di fornitura di buoni pasto per pubblici dipendenti.

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