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Il Mef di Tria puntuale nei pagamenti (in euro), il Viminale di…

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MINISTERI A CONFRONTO

Il Mef di Tria puntuale nei pagamenti (in euro), il Viminale di Salvini no

Matteo Salvini vuole i mini-Bot perché il “suo” ministero dell’Interno non riesce a pagare in euro i fornitori, e prima di liquidare le fatture li fa attendere in media 87 giorni. Per Giovanni Tria i mini-Bot sono carta straccia perché invece il ministero dell’Economia paga in media in 13 giorni, con largo anticipo rispetto ai termini di legge.

La provocazione viene facile spulciando le tabelle dello studio su debiti e pagamenti della Pa diffuso oggi dall’Osservatorio conti pubblici dell’Università Cattolica guidato da Carlo Cottarelli. L’analisi firmata da Edoardo Frattola e Carlo Valdes rielabora i numeri dell’ultimo “Cruscotto dei pagamenti”, il censimento sulle abitudini delle pubbliche amministrazioni realizzato dal ministero dell’Economia. E mostra bene i termini di un problema che è serissimo, al punto che sui ritardi dei pagamenti pubblici l’Italia è a forte rischio di condanna Ue.

La mappa
Problema grave, ma differenziato, con il risultato di trasformare il lavoro delle imprese con la Pubblica amministrazione in un terno al lotto: se fornisci beni e servizi a Tria la cassa corre. Se lavori con Salvini no. Ma può andare ancora peggio per chi emette fattura agli enti territoriali, dove si accumula la stragrande maggioranza del debito commerciale. L’analisi, che si allarga a tutti i Comuni sopra i 60mila abitanti, individua nella città di Salerno il peggior pagatore d’Italia, con 134 giorni di attesa media, seguito da Alessandria in perenne crisi e in attesa di “salvataggio” nel decreto crescita (129 giorni medi per pagamento) e da Andria (127 giorni). Ma fra i Comuni c'è anche Verona, che paga tutti in 15 giorni, e tanti altri capoluoghi che se la cavano prima dei 30 giorni concessi dalla legge.

Il più grande arretrato commerciale d’Europa
Perché l'Italia continua a cumulare nei propri bilanci pubblici il più grande arretrato commerciale d'Europa, intorno al 3% del Pil contro una media continentale dell'1,6%. Ma il quadro è in miglioramento costante dal 2012, grazie a una strategia avviata dal governo Monti e proseguita negli anni successivi. Strategia duplice, articolata su anticipazioni di liquidità sblocca-debiti e sanzioni per i cattivi pagatori, ed efficace.
In questo modo è stata quasi dimezzata la montagna degli arretrati, cresciuta nei primi anni della crisi post-2007 quando per tenere in piedi il bilancio pubblico si decise nei fatti di privatizzare una parte di debito pubblico, con regole che hanno frenato i pagamenti alle imprese con l'obiettivo di presentare saldi abbelliti a Bruxelles. Una beffa per le imprese, a cui oggi si aggiunge quella rappresentata dalla proposta di pagarle in mini-Bot anziché in euro veri.

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