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Noto cerca il rilancio con il Parco dell’Anima

Avviato a ridosso della Riserva di Vendicari un progetto che mette insieme la filiera agricola puntando al recupero dei grani antichi, arte e ospitalità

di Nino Amadore

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Avviato a ridosso della Riserva di Vendicari un progetto che mette insieme la filiera agricola puntando al recupero dei grani antichi, arte e ospitalità


2' di lettura

La costruzione in quello che fu il Val di Noto di una flliera per la produzione di grani antichi cui hanno già aderito una quindicina di aziende nucleo base di un consorzio. Sono produttori, trasformatori, distributori, che intende perseguire il riconoscimento della filiera agroalimentare delle antiche semenze italiane: cerealicola, orto-frutticola, vitivinicola e delle erbe aromatiche con l’idea di aggregare tutti coloro che in Italia recuperano le antiche colture.

È il punto di partenza di un progetto di valorizzazione territoriale lanciato a Noto in provincia di Siracusa dalla startup innovativa M’Ama.Seeds fondata da Alessia Montani: «La nostra idea è di salvaguardare la grande ricchezza delle sementi italiane e valorizzarla, considerato come sia oggettivamente un po' messa da parte - spiega- qui in Sicilia il progetto è quello di costituire la prima filiera agroalimentare delle sementi antiche. Ortaggi, frutta, erbe e quant'altro. Parlo di una intera filiera nuova, dedicata alle sementi autoctone. Il che potrebbe condurre a un grande indotto. Può nascere un moltiplicatore economico di portata considerevole, peraltro non legato strettamente alla nicchia ambientalista».

Un tema soprattutto quello dei grani antichi su cui i promotori del progetta intendono battere parecchio: «È necessaria l'adozione di una precisa normativa nazionale per distinguere le antiche sementi autoctone da quelle frutto di importazione e/o modificazioni genetiche - spiegano-. Per colmare il vuoto normativo sul tema è stato anche istituito un tavolo tecnico costituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, presieduto dal professor Vincenzo Cerulli Irelli, per la proposizione di norme nazionali a tutela dell'identità e dell'origine delle antiche semenze italiane e la regolamentazione dell'intero processo produttivo e di trasformazione delle antiche sementi autoctone di diverso genere, dal seme al prodotto trasformato, facendo ricorso anche, ove occorra, alla moderna tecnologia blockchain».

Il Parco dell’Anima a Noto

Il Parco dell’Anima a Noto

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La filiera agricola è il perno di un sistema che vede attorno a sé la nascita di quello che è stato battezzato Parco dell’Anima, un’oasi agro culturale nei terreni storicamente a vocazione agricola dello Zahir Countryhouse, il resort che sorge a ridosso della Riserva naturale di Vendicari, e quelli dell’Antica Masseria Corte del Sole. Il Parco dell’Anima, progettato dall’architetto Fernando Miglietta «non vuole essere - spiegano i promotori - un semplice salotto di intrattenimento en plein air, ma un progetto costruttivo di cultura civiltà e salute, un veicolo di rilancio per l'economia del territorio rivolto a mutare l'orizzonte dei processi produttivi nel segno dell'innovazione, del benessere accessibile, della salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità vegetale e animale». Altro pilastro di questo progetto è l’arte: nel parco Michelangelo Pistoletto, l’ anno scorso ha inaugurato il celebre segno del suo Terzo Paradiso tra le spighe di un campo di grano antico siciliano chiamato “russello”. L'opera è la prima installata in modo permanente nel Parco, con l'idea di espandersi anche nei terreni di altri affiliati, come nel caso di Donna Coraly Country Boutique Hotel che dedicherà una parte delle sue splendide campagne al progetto del Parco.


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