ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùINTERVISTA / ANTONIO NOTO

Noto, «Premiato chi vuol diventare leader»

di Antonello Cherchi

Imagoeconomica

2' di lettura

È stato l’anno che ha messo sottosopra gli equilibri politici regionali. «Il nostro sondaggio - sottolinea Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing e Noto Sondaggi - dà un’indicazione forte: si conferma lo scenario politico già registrato non solo nelle rilevazioni degli ultimi mesi, ma anche nelle ultime cinque elezioni regionali, dove ha vinto il candidato del centrodestra, strappando la regione al centrosinistra. Nel nostro sondaggio, i primi cinque presidenti sono tutti di centrodestra. E non si tratta solo di neoeletti, come Fedriga. C’è anche Zaia».

Primo e in crescita.

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Zaia era forte già nei precedenti Governance Poll: è stato il primo sia quando il Governo nazionale era di centrosinistra, sia ora che c’è l’alleanza Lega-Cinque Stelle. A dimostrare che la forza di un presidente può essere indipendente dal colore del Governo nazionale.

Insieme a Zaia, gli unici che crescono sono Toti e Zingaretti.

Zaia era primo anche quando la Lega era al 6%: ha una sua forza personale. Toti e Zingaretti, invece, aspirano a essere pure leader nazionali. E questo dai cittadini non è punito. È, anzi, visto come un valore.

Le risposte risentono della politica nazionale?

Direi di no. Molto, invece, dipende dall’identità che sanno raccontare i presidenti di regione. Toti e Zingaretti - uno di centrodestra e l’altro di centrosinistra - raccolgono comunque consensi. Questo significa che il gradimento non è legato a un’appartenenza politica, ma al fatto che si sono dati un’identità nuova, non circoscritta all’essere solo governatori. Forse gli italiani vogliono vedere un presidente di regione che è anche leader nazionale.

Il gradimento è più sul governatore come persona o si giudica anche la sua politica?

È un misto. Storicamente i presidenti di regione fanno fatica a comunicare il lavoro svolto. L’attività del sindaco è più visibile: un cittadino nota, per esempio, se c’è meno traffico in città. Il lavoro dei governatori è, invece, un po’ più nell’ombra. Alcuni hanno lavorato bene, ma escono penalizzati dal sondaggio perché i cittadini non hanno percezione di quanto fatto. Anche i presidenti di Regione devono adottare azioni di marketing politico.

Gli intervistati rispondono con partecipazione?

Sì. Quando agli elettori si chiede un giudizio sugli amministratori, rispondono volentieri. Vogliono far sentire la loro voce. Paradossalmente, mentre abbiamo un livello di indecisione alto quando chiediamo le intenzioni di voto, quando si chiede un giudizio sull’operato del sindaco o del governatore l’indecisione è sempre molto bassa.

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