in campo anche apple con tim cook

Notre-Dame: da Arnault a Pinault, da L’Oréal a Total è gara di solidarietà per il restauro


Fiamme su Notre Dame: la cronistoria del giorno più lungo di Parigi

3' di lettura

Gli imprenditori francesi si mobilitano e rispondono «presente» allo sforzo per il difficile restauro di Notre Dame con almeno 600 milioni di euro già impegnati. A poche ore dallo spegnimento dell’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame a Parigi, i due più grandi gruppi del lusso francesi, Lvmh e Kering, hanno annunciato di voler stanziare 300 milioni di euro per il restauro del monumento. Altri cento milioni sono stati annunciati da Total, il gruppo petrolifero transalpino, mentre il gruppo della cosmesi L’Orèal, insieme alla famiglia Bettencourt Meyers e alla Fondazione Bettencourt Schueller, ha a sua volta annunciato la donazione di 200 milioni di euro.

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Accanto a queste ingenti donazioni se ne registrano numerose altre comunque corpose: dai 50 milioni del Comune di Parigi ai 20 stanziati da JcDecaux ai 10 milioni annunciati da Fimalac (società di Marc Ladrei de Lacharriere, che controlla Fitch), altrettanti dal gruppo di Tlc Bouygues e da Societè Generale. Dieci milioni è anche lo stanziamento della regione Ile-de-France, 9 milioni dalla Bce, 2 dalla regione Auvergne-Rhone Alpes, 1 da Cap Gemini. Promesse di intervento anche dalla società Vinci, da Casino. Anche il ceo di Apple, Tim Cook ha annunciato uno stanziamento per la ricostruzione della cattedrale, senza specificarne l’entità.

Lvmh, con la famiglia Arnault che lo controlla, hanno annunciato una “donazione” di 200 milioni di euro al fondo dedicato alla ricostruzione della cattedrale: «La famiglia Arnault e il gruppo Lvmh vorrebbero mostrare la loro solidarietà in questo momento di tragedia nazionale e si associano alla ricostruzione di questa straordinaria cattedrale, che è un simbolo della Francia, del suo patrimonio e della sua unità», si legge in una nota.

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L’impegno di Arnault (Lvmh ha chiuso il 2018 con ricavi per oltre 46 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente) segue una donazione simile da 100 milioni di euro per Notre Dame annunciata ancor prima dalla famiglia di François-Henri Pinault, al vertice di Kering, il secondo guppo del lusso francese (13,66 miliardi di fatturato, +26,3% sul 2017), attraverso la società di investimento della famiglia Pinault, Artemis: «Questa tragedia colpisce tutti i francesi e di gran lunga al di là di coloro che sono legati da valori spirituali. Di fronte a una simile tragedia, tutti vogliono far rivivere al più presto questo gioiello del nostro patrimonio», ha spiegato il presidente della holding di famiglia.

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Non si mobilita solo il mondo della moda. Anche la compagnia petrolifera Total scende in campo mettendo a disposizione 100 milioni di euro per la ricostruzione delle parti della cattedrale distrutte o danneggiate.

La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha annunciato un contributo di 50 milioni di euro per il restauro della cattedrale. Diverse opere sono state trasferite all'Hotel de Ville, sede del comune, dove si tengono abitualmente delle mostre, ha precisato la sindaca socialista. Poco prima, Hidalgo aveva auspicato l’organizzazione di una «grande conferenza internazionale dei donatori» con «mecenati del mondo intero per raccogliere i fondi necessari al restauro».

Tra le donazioni annunciate anche i 100mila dollari dell’università Usa di Notre Dame, mentre i produttori di legno francesi hanno promesso di donare il materiale necessario alla ricostruzione del tetto e delle altre parti lignee.

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