Il trionfo degli uomini jet

Notti magiche: con la staffetta d’oro la spedizione azzurra supera Roma 1960

Eravamo un popolo di santi, poeti e navigatori, ora siamo un popolo di atleti che fanno squadra, tutti per uno, uno per tutti. Invincibili come gli uomini jet di questo stupendo quartetto della staffetta azzurra 4x100

di Dario Ceccarelli

L'Italia e' la piu' veloce del mondo

4' di lettura

E adesso? Che cosa può ancora succedere? Quale altra meraviglia ci può travolgere dopo aver visto cose che noi mai avremmo immaginato di vedere? Non abbiamo più limiti. Ogni desiderio viene esaurito. Vogliamo ballare sulla Luna? Facciamolo, ci riusciremo di sicuro. Vogliamo scalare l'Everest a piedi nudi? Va bene, proviamoci. Vogliamo attraversare l'Oceano Pacifico con una canoa? E perchè no?

Dopo questa Olimpiade dove qualsiasi cosa si trasforma in oro, non ci fermeremo più. Tutto ci sembra a portata di mano. Sognare l’impossibile dicevano quei matti del ’68. Beh, oggi hanno avuto ragione loro. Chissà, dopo tutti questi record, forse riusciremo anche semplificare la burocrazia, ad abbattere la disoccupazione, a stroncare la corruzione, perfino a riformare veramente la giustizia e la magistratura. Nulla ci è più vietato.

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Una vittoria di squadra

Eravamo un popolo di santi, poeti e navigatori, ora siamo un popolo di atleti che fanno squadra, tutti per uno, uno per tutti. Un miracolo, qualcosa di prodigioso. Forse, come succedeva con Asterix, ci hanno immersi in una pozione magica. E ora, noi italiani, quelli della pizza e del mandolino, siamo diventati invincibili. Invincibili come gli uomini jet di questo stupendo quartetto della staffetta azzurra 4x100. Che hanno conquistato l'oro nella finale realizzando una prova perfetta. Una prova d'orchestra quasi irripetibile. Quattro volate una migliore dell'altra. Con dei sincronismi spaziali.

Prima con Lorenzo patta nell'avvio. Poi con Marcell Jacobs che prende il largo come nei cartoni animati, quando Beep Beep fugge da Willy il Coyote. E quindi Jacobs passa il testimone a Fausto Desalu che disegna una curva prodigiosa. Ci manca solo che si inclini come il Valentino Rossi dei bei tempi. Ma il bello deve ancora venire. Quando nell'ultima frazione Filippo Tortu rileva Fausto, tutto può ancora succedere. La Gran Bretagna (ancora lei!) ci è davanti e anche la Cina sembra involarsi verso il traguardo. E invece, ecco realizzarsi il nuovo miracolo: Filippo innesta il super turbo e, falcata dopo falcata spazza via il cinese e supera prima del traguardo l'inglese Mitchell-Blake, ormai convinto della vittoria.

Staffetta 4x100, storico oro Italia

Staffetta 4x100, storico oro Italia

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Inglesi battuti ancora

Ci spiace, amico inglese, ma questa estate va così. Vi tocca arrivare secondi. Non è poi così tremendo. Noi italiani lo facciamo da una vita. A volte anche terzi, quarti, ultimi. È dura, ma lo sport è anche così. Rimette le cose a posto. E mette l'Italia sul podio più alto della staffetta 4x cento con un 37”50 che non sembra reale. Con Filippo Tortu che si mette le mani nei capelli e non sa più chi guardare per farsi confermare che non sta sognando, che è proprio tutto vero, che questi quattro ragazzi hanno appena compiuto una delle imprese più storiche della sport italiano. Forse ancora più grande dei 100 metri vinti da Jacobs perchè questo è un successo collettivo. Un successo costruito con l'arte della pazienza e del lavoro. L'espressione di un movimento intero. Ci hanno sempre detto che siamo un popolo di individualisti anarcoidi, di talenti straordinari che non sanno fare squadra. Eccola qua la nostra squadra. È tutta d'oro. Con buona pace degli inglesi e degli americani. E che rosichino pure, peggio per loro.

Le “notti magiche” di Tokyo

C'è qualcosa di surreale quando all'interno dello stadio olimpico di Tokyo rimbalza la musica di “Notti magiche”. Tutto si sovrapppone come in un film che corre troppo in fretta. Ma cosa è successo questa estate? Eravamo a Londra con la Nazionale di Mancini e adesso siamo qui, a Tokyo, a festeggiare questi indemoniati che corrono più veloci dell’immaginazione. Come Pietro Mennea, come Livio Berruti alle Olimpiadi del 1960 a Roma. Già, quelle meravigliose Olimpiadi che segnarono la rinascita di un Paese uscito distrutto dalle macerie delle guerra. Ora, in un periodo forse non meno difficile, questa fantastica spedizione azzurra ha superato quei Giochi simbolo almeno nel numero delle medaglie. Adesso siamo a 38, una di più. Ma c'è ancora tempo per arrotondare.

Sono passati 61 anni, eppure questo ricordo ci fa ancora effetto. Ci commuove, ci tocca il cuore. Era un'altra Italia, sorretta dalla speranza di potercela fare. Di andare oltre. Proprio come i ragazzi delle staffetta 4x100. O come Luigi Busà che con tecnica e talento batte tutti nel Kumitè. O come Antonella Palmisano che ha conquistato l'oro nella 20 km di marcia. «Volevo un giorno perfetto per il mio trentesimo compleanno, ebbene ci sono riuscita», dice Antonella avvolgendosi nel tricolore. Una ragazza normale, che dice cose normali, anche se ha compiuto una impresa da extraterreste.

Ma adesso il centro della scena è tutto per i 4 ragazzi della staffetta. Se lo meritano. Ancora non credono a quello che si sono inventati. «Prima di entrare in pista ci siamo promessi di vincere l'oro», dice Marcell Jacobs, il faro più splendente del quartetto. «E così è stato. Siamo sul tetto del mondo. Ringrazio tutti gli italiani che ci hanno spinto. Sono felice. Ma quando sarà tutto finito, ricomincerò a piangere, da solo nella mia camera». Si ride, si piange, ci si abbraccia e si ricomincia a sognare. A furia di fare bei sogni forse ci siamo svegliati.


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