finanza

Nova Re, l’aumento di capitale da 200 milioni resta nel cassetto

di Radiocor Plus

Un immobile in via Spadari a Milano nel portafoglio di Nova Re

3' di lettura

Le incertezze legate al rischio Italia e la volatilità del mercato tengono nel cassetto l’aumento di capitale da 200 milioni di Nova Re, la Siiq del gruppo Sorgente che, con la ricapitalizzazione sul mercato, intendeva finanziare lo sviluppo tramite l’acquisto di immobili da destinare a locazione.

È stato l’amministratore delegato Stefano Cervone, nel corso dell’assemblea che ha approvato oggi all’unanimità il bilancio, a indicare che il varo dell’aumento, già programmato per il 2018, non è attuale neanche in questi primi mesi dell’anno: «L’advisor Mediobanca ce lo sconsiglia», ha osservato Cervone, interpellato da Radiocor al termine dei lavori assembleari. La conseguenza, ha spiegato l’amministratore delegato, è che il piano industriale, che puntava su una focalizzazione sul comparto dell’hospitality, «lo stiamo riconsiderando» e certamente «va aggiornato». Nova Re, presieduta da Giancarlo Cremonesi, ha chiuso il 2018 con un utile di 1,68 milioni. La società è controllata con il 58% del capitale da Sorgente Sgr (gruppo Sorgente di Valter Mainetti), commissariata da Banca d’Italia all’inizio di quest’anno. La gestione commissariale affidata ad Elisabetta Spitz ha approvato il bilancio e ha inserito in consiglio Nova Re un proprio rappresentante.

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Nova Re tiene in stand-by anche un altro punto del piano industriale, secondo le indicazioni date ai soci in assemblea dall’ad: l’acquisto di una società per il property management. Sarebbe stata utile nella prospettiva di un piano di acquisizione di immobili che però in mancanza di aumento di capitale non viene eseguito «ma la società per il property management resta un target dormiente». Cervone ha poi risposto a un socio che gli chiedeva dell'andamento deludente del titolo quotato a Piazza Affari lo scorso anno e anche nei primi mesi del 2019. «All’inizio del 2018 il titolo era a sconto sul nav per il 10-15% poi si è progressivamente allineato alla media del comparto delle siiq che è di uno sconto del 35%» osserva Cervone che aggiunge: «Il titolo Nova Re non ha risentito del commissariamento di Sorgente Sgr e noi non siamo preoccupati; la misura dovrebbe anzi rassicurare il mercato». Nova Re, intanto, sta definendo, entro il prossimo 20 maggio, l'annunciato accordo di investimento con le società Hotel Alla Salute, Alberghi Internazionali e Shg Hotel Verona per l’acquisizione di tre immobili a destinazione alberghiera a Verona, Bologna e Vicenza: i negoziati sono nella fase finale. L'operazione comporterà un aumento di capitale in natura fino a un massimo di 10 milioni.

L'assemblea ha poi approvato a maggioranza un nuovo piano di acquisto di azioni proprie e ha nominato due consiglieri di amministrazione a seguito di dimissioni che si erano registrate in consiglio nei mesi scorsi. La gestione commissariale tuttavia ha confermato solo uno dei due consiglieri cooptati da Sorgente Sgr: Giuseppe Pecoraro, ex Prefetto di Roma. La consigliera Antonietta Fasano, invece, cooptata in cda Nova Re a dicembre e quindi sotto la gestione dell'azionista Sorgente Sgr e pochi giorni prima dell'avvio del commissariamento, non è stata confermata. Al suo posto entra in cda Serena La Torre, espressione diretta della gestione commissariale. Il cda di Nova Re scadrà con l'approvazione del bilancio 2019. Via libera, infine, dall'assemblea Nova Re a un dividendo straordinario, prelevato dalla riserva sovrapprezzo azioni, pari a 0,07 euro per azione, per complessive 750mila euro in pagamento il prossimo 22 maggio. L'utile dell'esercizio non era infatti distribuibile per l'obbligo di destinarlo alla riserva da fair value.

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