industria 4.0

Novarex, etichette intelligenti e rotta sui mercati internazionali

L'azienda di Venezia ha un modello organizzativo flessibile

di Barbara Ganz


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Le nuove linee di etichettatura della Novarex

2' di lettura

C'è tanta innovazione in un oggetto piccolo come l'etichetta. Lo sanno bene alla Novarex di Martellago, Venezia, che spazia dall'abbigliamento al settore alimentare.

L'azienda è nata 30 anni fa, e oggi è in piena fase di espansione e investimenti: negli ultimi mesi 800mila euro hanno finanziato l'acquisto di tre nuove macchine stampatrici, due impianti del tutto nuovi e uno in sostituzione di una linea obsoleta. L’obiettivo è aumentare la produttività in una azienda che ha sposato la filosofia 4.0: «Siamo a 15 linee di produzione e circa 12 milioni di fatturato - spiega il presidente Bruno Martino -. Fra le prospettive c'è quella di crescere all'estero: finora la nostra capacità era sufficiente solo per la domanda del mercato italiano».

A determinare la crescita c'è anche il cambio di stile di vita, soprattutto per quanto riguarda il settore agroalimentare: «Le famiglie sono meno numerose, molti sono i single; questo significa porzioni più piccole. Anche la crisi economica ha avuto effetti: ci sono meno soldi, si comprano due etti di parmigiano piuttosto che mezzo chilo. E poi ci sono i contrassegni per le diverse esigenze dei consumatori: i celiaci e i vegani, ad esempio. Per noi significa più confezioni da etichettare, in questo caso con due etichette diverse: quella con il nome del prodotto, i riferimenti di legge come l'etichetta promozionale e l'immagine, e quella con il prezzo». Solo quest'anno il portafoglio ordini ha segnato +18%».

Un settore nel quale programmare non è facile: «Basta che una azienda decida una vendita promozionale e servono nuove etichette, da consegnare entro pochi giorni. Per questo Novarex, come molte altre imprese venete, è un modello di flessibilità: i trenta dipendenti non hanno un orario fisso, inutile dire alla dipendente che ha il figlio da portare all'asilo di arrivare mezzora prima, se riesce a gestirsi l'orario facendo tutto quello che serve. Per i dipendenti, i momenti di picco produttivo si traducono in straordinari che finiscono in busta paga, con un guadagno maggiore rispetto alla possibilità di lavorare su due turni» aggiunge Martino.

E poi c'è tutto il settore, in crescita, delle etichette intelligenti, testate da Novarex su prodotti pregiati come l'Amarone: «L'obiettivo è contrastare le contraffazioni, ma anche dare al consumatore una completa tracciabilità del prodotto acquistato, provenienza, lotto di produzione, grazie a un codice univoco. L'esperienza pilota è stata condotta in collaborazione con Acrib, l'associazione dei calzaturieri della Riviera del Brenta, e con il Politecnico calzaturiero. Un altro esempio di applicazione ha riguardato il vetro di Murano: per vasi di particolare pregio, all'acquirente bastava avvicinare lo smartphone per ottenere tutte le informazioni e vedere anche all'opera il maestro vetraio che ha firmato quell'opera».

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