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Novartis, quasi pronto il droneport

di Vincenzo Rutigliano

1' di lettura

Investimenti per quasi 15 milioni nello stabilimento Novartis di Torre Annunziata e avvio, entro la primavera, al suo interno, di un droneport, per il trasporto di farmaci, plasma, emoderivati e organi verso ospedali e centri di ricerca.
Lo stabilimento campano della multinazionale - 450 lavoratori stabili e quasi 100 nell’indotto, 90 milioni di confezioni prodotte nel 2020 cioè 4,1 miliardi di compresse, e produzione esportata, per il 90% del totale, in 116 mercati – punta al rafforzamento delle linee di produzione. In particolare, di quelle dedicate ai farmaci dell’area cardiometabolica (una delle tre presidiate insieme a oncologia e neurologia) per incrementarne i volumi, nel 2021, del 10-20%. Per questo sono già in corso investimenti che riguardano anche automazione e digitalizzazione, tra i 10 e i 15 milioni. «Puntiamo –spiega Sabino Di Matteo, direttore dello stabilimento – ad avere a Torre Annunziata i primi laboratori digitalizzati del pianeta Novartis». Nel sito campano non vi è solo il cuore produttivo di Novartis ma, anche, da quasi un anno, un incubatore di start up come Axxam, partner collaudato di società biotech attiva nella R&S . Ad ottobre si è aggiunta la ABzero, start up innovativa che si occupa di trasporto farmaci con droni. «Stiamo attrezzando – spiega Di Matteo – un droneport per trasportare, verso ospedali e altri centri di ricerca, qualunque tipo di forma farmaceutica». La struttura è stata testata, servono le autorizzazioni Enac che stanno per arrivare.

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