i viaggi di radio24

Nove morti al giorno in Italia per incidenti stradali. Le province più pericolose

I dati Aci dicono che in tutto nel 2018 le vittime sono state 3.334. I feriti, poco meno di 250 mila. Complessivamente sono avvenuti 172.553 incidenti con lesioni a persone

di Andrea Ferro


default onloading pic
Un incidente stradale in un’immagine d’archivio - Ansa / Massimo Percossi

3' di lettura

Ogni giorno in Italia 9 persone muoiono in seguito ad incidenti stradali e altre 665 rimangono ferite. In tutto nel 2018 le vittime sono state 3.334. I feriti, poco meno di 250 mila. Complessivamente sono avvenuti 172.553 incidenti con lesioni a persone.

Rispetto al 2017 il numero delle vittime è tornato a diminuire (-1,3%) dopo l’aumento registrato l’anno precedente. Tra i morti sale il numero dei pedoni (+2%) e soprattutto dei ciclomotoristi (+17,4%). Un dato che deve far riflettere: tra le vittime sono sempre di più i giovani, tra i 19 e i 24 sono aumentati del 25,4%. Le cronache degli ultimi mesi confermano, purtroppo, questa tendenza.

Le dinamiche, le cifre, le cause e le graduatorie a livello nazionale relative agli incidenti sono state approfondite nella trasmissione I viaggi di Radio24.

Incremento maggiore a Genova, Bari e Brescia
Secondo le statistiche elaborate a livello locale dall’Aci, Genova (in seguito alla tragedia del Ponte Morandi), poi Bari e Brescia sono le province dove si è registrato l’aumento più alto dei morti della strada. Modena, Foggia, Cuneo e Trento quelle invece dove il numero è sceso in maniera più significativa.

Complessivamente rispetto al 2010 (quando si contarono circa 4 mila morti), il calo è stato del 19%, ben lontano da quel 50% posto come obiettivo per il 2020 dall’Unione Europea. Obiettivo che in alcune province del Centro-Sud, però è stato raggiunto.

È successo ad Agrigento, dove addirittura in nove anni si registra una riduzione del 78% delle vittime, è accaduto anche a Barletta-Andria-Trani, L’Aquila, Campobasso, Taranto e Terni.

Il venerdì giorno nero
Per indice di mortalità ( i morti in rapporto al numero di incidenti, per cento), le tabelle elaborate dall’Aci vedono in testa Matera, Benevento e Foggia, ma compaiono tra le prime anche tre città del Nord: Vercelli, Aosta e Genova.

È il venerdì il giorno nel quale avvengono più incidenti, in generale quella tra le 18 e le 20 è la fascia più a rischio.

Su 100 incidenti, se ne contano 76 nei centri abitati (qui però diminuiscono le vittime rispetto al passato), 18 sulle strade extraurbane, 6 in autostrada, dove nel 31 per cento dei casi è coinvolto un veicolo, tir o furgone, che trasporta merci.

I percorsi urbani delle autostrade restano i più pericolosi. In particolare sono a rischio il tratto romano dell’A24, il raccordo di R eggio Calabria e la tangenziale nord di Milano.

Sulle strade extraurbane un morto su 3 è un ciclista, un pedone o un motociclista.

Distrazione (indotta sempre più frequentemente dall’uso di cellulari e apparati elettronici mentre si è alla guida), mancato rispetto della precedenza e velocità elevata sono le cause più frequenti degli incidenti.

Non solo Ponte Morandi: infrastrutture sotto accusa
Un capitolo a parte riguarda lo stato delle infrastrutture. Sono un’altra causa di incidenti, spesso rappresentano una concausa. Il caso di Ponte Morandi rappresenta l’esempio drammaticamente più eclatante. In realtà a rendere a rischio una strada può essere la mancanza della segnaletica, l’inadeguatezza di una protezione o semplicemente una buca.

In particolare sono le reti comunali e provinciali quelle lungo le quali la manutenzione è più carente a causa di risorse sempre più ridotte da destinare a questo scopo.

Un indice significativo per “misurare” il livello delle manutenzioni stradali è costituito dal consumo di bitume. Negli ultimi dodici anni si è assistito ad un crollo della produzione determinato da una domanda sempre più asfittica.

Secondo dati di Siteb (l’associazione che riunisce le imprese specializzate nelle manutenzioni stradali), dalle quasi 45 milioni di tonnellate si è passati a poco più della metà. Solo negli ultimi dodici mesi è stata registrata una ripresa. Seguendo questa tendenza il 2019 dovrebbe chiudersi a quota 30 milioni di tonnellate.

Per approfondire:
Omicidio stradale: gli incidenti non calano e aumenta il contenzioso
Infodata / La mappa provinciale degli incidenti stradali. Scopri gli orari maledetti
I viaggi di Radio24: strade (in)sicure

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...