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Nove Regioni frenano il decollo del biologico

Aiab e Federbio: Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Umbria e Sardegna hanno destinato al biologico meno dei 90 milioni previsti dall’accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni

di Silvia Marzialetti

Il Piano strategico nazionale della Pac deve essere ancora emendato per rispettare le 42 pagine di osservazioni arrivate dalla Commissione Ue

3' di lettura

Il percorso del biologico verso l’ambizioso target europeo, che prevede la conversione di almeno il 25% delle superfici agricole entro il 2030, si incaglia nelle amministrazioni regionali.

Stando a quanto denunciato da Aiab e Federbio, in sede di allocazione delle risorse dei Piani di sviluppo rurale – uno dei principali strumenti operativi di programmazione e finanziamento per il settore agricolo e primo attivatore di fondi per il bio, dopo che il comparto è stato escluso dai pagamenti diretti degli ecoschemi – nove Regioni avrebbero destinato al biologico meno di quanto previsto dall’accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni, ovvero 90 milioni di euro annui, nel quadriennio 2024-2027.

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Nella lista degli inadempienti figurerebbero Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Umbria. Da qui la decisione di inviare agli assessori competenti una lettera, in cui tanto l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, quanto Federbio, chiedono alle Autonomie di dirottare verso la filiera quote analoghe al periodo 2014-2022, più l’incremento previsto dall'accordo, che prevede il trasferimento dal primo pilastro (Feaga) al secondo pilastro (Feasr) di questi 90 milioni di euro annui nel quadriennio, per un totale di 360 milioni. Il Feasr attiva inoltre un cofinanziamento del 50% da parte dello Stato membro, che eleva la quota a 720milioni di euro.

«Si tratta di risorse rilevanti in un momento decisivo per la crescita della filiera, spinta dal Green Deal e dalla Ue» afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio. «Queste opportunità non possono essere lasciate alla sola iniziativa dei nostri competitors diretti come Francia e Spagna: è indispensabile che anche le Regioni facciano la loro parte», conclude.

Il momento è propizio anche per l’export, che nel 2022 ha messo a segno una crescita del +16% rispetto all’anno precedente, toccando i 3,4 miliardi di euro (i dati sono di Ita.Bio, la piattaforma Nomisma promossa da Ice Agenzia e FederBio).

La leva offerta dall'Europa è particolarmente appetibile per il nostro Paese, che recentemente si è dato una normativa statale ad hoc e che – forte della sua quota elevata di superfici adibite a biologico, circa 17% della Sau totale – ha fissato obiettivi ancora più sfidanti della strategia Farm to Fork: il raggiungimento del target del 25% con tre anni di anticipo, nel 2027.

La data è riportata nero su bianco nel Piano strategico nazionale, lo strumento che rappresenta l’articolazione sul territorio della Pac e che nel caso dell’Italia è stato oggetto di 42 pagine di osservazioni da parte della Commissione Ue. In una audizione parlamentare dello scorso maggio, il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, aveva garantito una versione emendata entro la fine di luglio, ma a oggi gli operatori del settore non hanno ricevuto alcuna bozza aggiornata e la preoccupazione è palpabile, considerato lo stand by elettorale. Non ha fatto passi in avanti neanche il Piano di azione nazionale per il biologico, previsto dalla nuova legge.

Ospite alla 34esima edizione del Sana - il Salone Internazionale del biologico e del naturale - Francesco Battistoni ha fornito soltanto dati generali relativi alla consultazione pubblica sul Piano (oltre mille le risposte pervenute al questionario). Il sottosegretario al Mipaaf (con delega al biologico) ritiene che ci sarebbero i tempi per l’adozione del Piano di azione nazionale prima del cambio formale di Governo a seguito delle prossime elezioni, per consentire così la sua rapida operatività. Ma a una settimana dal voto, tale previsione è tutta da verificare.

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