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Nozze «d’autore» per il design italiano: dopo De Padova, Boffi acquisisce anche Adl

di Giovanna Mancini

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3' di lettura

Nozze d’autore nel design made in Italy: il gruppo Boffi, a cui fanno capo anche il marchio De padova e lo studio danese di design MA/U, ha acquisito Adl, azienda di Zané (Vicenza) fondata nel 2004 da massimo Luca e specializzata in sistemi complessi di aperture e chiusure (porte scorrevoli, a bilico, a battente...). L’operazione prevede inizialmente il passaggio del 50% del capitale di Adl in Boffi Group, quota destinata a salire progressivamente.

I sistemi Adl

I sistemi Adl

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«Con questa acquisizione completiamo il nostro progetto di offerta integrata di prodotti e sistemi per l’arredamento iniziata quattro anni fa con l’ingresso in Boffi di De Padova – spiega l’amministratore delegato del gruppo, Roberto Gavazzi –. Massimo è una risorsa geniale: averlo con noi è un valore aggiunto di straordinaria creatività e progettualità tecnico-organizzativa».

L’idea di una partnership con Adl nasce parecchio tempo fa, nell’ottica di offrire al mercato, soprattutto quello del contract, una proposta ampia e completa di soluzioni per l’architettura di interni. «La trattativa è durata sei mesi – spiega Gavazzi –. Come in altre occasioni abbiamo pensato che potevamo anche soltanto stringere una collaborazione, ma alla fine abbiamo optato per un’acquisizione». Il gruppo, che ha già nel catalogo cucine, bagni, prodotti per la casa e complementi, amplia ulteriormente la propria offerta, mentre Adl potrà avvantaggiarsi della vasta e capilare rete commerciale e di contatti internazionale di Boffi.

«Non avrei fatto un’alleanza simile con nessun altro – ammette Massimo Luca, che rimarrà alla guida della sua azienda –. Ci conosciamo da diversi anni e il progetto di Boffi ha una solida base industriale che ci consentirà di crescere insieme».

Adl non realizza semplicemente porte, ma veri e prorpi sistemi di aperture, chiusure e connessione tra gli ambienti, innovativi e tecnologicamente avanzati. «L’idea è di specializzare la nostra offerta sulla progettazione di interni, più che sui singoli prodotti – spiega Gavazzi –. Diventare un provider di soluzioni complete di interni. È il disegno che ha sostenuto da sempre il nostro progetto di aggregazione, integrazione e collaborazione tra aziende e marchi del design e che ora, con questa acquisizione, fa un ulteriore passo avanti». Il futuro del design si basa su questo: andare oltre il prodotto.

A livello industriale e strategico, inoltre, l’ingresso di Adl apre nuove fette di mercato per il gruppo, visto che la competizione internazionale è sempre più agguerrita, anche sul fronte del contract, ma i player specializzati in sistemi di separazione sono inferiori, dunque ci sono maggiori margini di crescita e sviluppo, soprattutto all’estero.

Adl è una piccola azienda (una ventina di dipendenti e un fatturato di circa 4,1 milioni di euro nel 2018) che entra in un gruppo da 94 milioni, solido e fornito di una radicata rete distributiva internazionale. «Il contract ha registrato un po’ di stanchezza negli ultimi anni, che probabilmente si confermerà anche nel 2019, ma dal 2020 prevediamo una ripresa e questa operazione serve anche a renderci ancora più competitivi e aggressivi per quando ripartirà la domanda», conclude Gavazzi.

I marchi del gruppo, tutti assieme, saranno presenti al Salone del Mobile di Milano (dal 9 al 14 aprile), all’interno del nuovo spazio «S.Project», in uno stand di circa 900 mq che raddoppia la superficie con cui il gruppo era presente lo scorso anno.

Riproduzione riservata ©
  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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