aggregazioni

Nozze Euromeccanica e Mevis per un gruppo da 200 milioni

di Enrico Netti


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3' di lettura

Prima l’aggregazione tra Mevis e Gruppo Euromeccanica poi lo sbarco negli Stati Uniti alla ricerca di un partner locale da acquisire poi la quotazione in Borsa. Questo il progetto che lega le due imprese della metalmeccanica di Rosà, in provincia di Vicenza, del settore dell’automotive, truck, elettrotecnico ed elettrodomestici, realtà complementari che insieme puntano a raggiungere i 200 milioni di ricavi nel 2020 contro gli attuali 140 milioni.

Ieri è stato presentato ai circa 800 lavoratori delle due società il piano di aggregazione delle attività industriali e a breve seguirà la creazione di un gruppo integrato. «I primi colloqui per gettare le basi dell’aggregazione sono iniziati lo scorso anno - spiega Federico Visentin, presidente e amministratore delegato di Mevis -. L’obiettivo è di accelerare la crescita delle società individuando partner con cui ampliare la gamma produttiva, senza sovrapposizioni». Dal punto di vista industriale il piano di sviluppo prevede che il focus resti nell’ambito dell’automotive puntando sulle opportunità offerte dalla mobilità elettrica e guardando ad altri settori come, per esempio, il medicale.

Mevis acquista così il completo controllo delle quattro società (Euromeccanica Group, Euromeccanica, V&G e Nikkosteel) che compongono la “metalforming division” del Gruppo Euromeccanica. I soci di Euromeccanica entrano nella capogruppo Mevis con una quota intorno al 10 per cento.

Nei prossimi mesi Euromeccanica sarà impegnata in un processo di riorganizzazione societaria che prevede la fusione tutte le società coinvolte nell’operazione in una sola società. Significativa la scelta delle due Pmi di imboccare la via dell’aggregazione e di una crescita globale in un periodo in cui i fondi e multinazionali estere fanno shopping delle Pmi.

«Ci sono imprenditori che sanno fare squadra - rimarca Otello Dalla Rosa, ad del Gruppo Euromeccanica - e accettano di fare il socio di minoranza reinvestendo». Insomma nozze che puntano a raggiungere quella massa critica che poi permette di inserirsi in mercati esteri.

«Il territorio ha capacità creativa e innovativa per prodotti che si basano sulla complessità come unica condizione per difendere il made in Italy» aggiunge l’ad di Mevis che ora guarda agli Usa. «È un mercato che offre ottime opportunità per coprire i fabbisogni della domanda locale e con questa futura acquisizione raggiungeremo i 200 milioni esportando know how».

Con la consulenza di Kpmg sono già state individuate una ventina di realtà produttive negli Usa, possibili target ma l’attività di scouting continua. Sul fronte dell’internazionalizzazione Mevis inoltre è ben posizionata con stabilimenti in Cina e Slovacchia. È una storica azienda specializzata nella progettazione e produzione di molle e componenti metallici stampati e saldati.

Il primo passo di delocalizzazione è stato fatto nel 2007 con l’apertura di un sito produttivo a Samorin in Slovacchia e, nel 2013, è avvenuto lo sbarco in Cina. Il 2018 si è chiuso con un fatturato di 81 milioni, 550 addetti e un export superiore all’80%. Quasi i tre quarti dei ricavi sono realizzati con clienti dell’automotive, il 12% nel settore elettrotecnico e un 10% nei grandi elettrodomestici. Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono al 5% dei ricavi. Euromeccanica Group è stata fondata da Giorgio Venezian e Giovanni Gnoato ed è specializzata nella deformazione della lamiera ad alto spessore con presse che arrivano fino a 2mila tonnellate. Il giro d’affari delle aziende coinvolte nel processo di aggregazione è di 61 milioni e i dipendenti sono 220. L’export è al 65% e il principale mercato di sbocco è la Germania.

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