FONTI BANKITALIA: STOCK NPL ESCLUSI DA stretta

Npl, Confindustria: no delle imprese a nuove regole Bce. Patuelli: a rischio credito pmi

di Redazione Online

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(Carino)

4' di lettura

Le imprese sono estremamente preoccupate per l’addendum alle linee guida sul trattamento degli Npl messo in consultazione ieri dalla Bce. «Contiene una serie di previsioni e di automatismi che - si legge in una nota di Confindustria - se confermati, avrebbero un impatto di grande rilievo sui requisiti patrimoniali delle banche, imponendo loro nuovi e onerosi accantonamenti e anche sul mondo delle imprese con una ulteriore, ingiustificata, stretta nell’offerta di credito».

Fonti Bankitalia: nuove norme solo su flussi e non stock
Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, Bankitalia avrebbe già chiesto alla Bce di attenuare i nuovi requisiti . In particolare, l’istituto di Via Nazionale punta a che, dalla consultazione pubblica delle norme, emerga una versione bilanciata che tenga conto dei maggiori tempi di recupero giudiziario dei crediti in Italia rispetto agli altri paesi. In questo modo, spiegano fonti vicine all’istituto centrale, si eviterebbe la creazione di disparità fra i paesi nell’applicazione delle norme Bce. In questo senso a Via Nazionale si ritiene che dalle nuove norme (che impongono la copertura totale in due anni per i non garantiti e in sette per i garantiti ndr) vadano escluse le posizioni garantite da collaterale e, in ogni caso, lo stock di crediti deteriorati esistenti. Le norme in sostanza andrebbero applicate solo ai nuovi flussi di crediti deteriorati, dando così tempo agli istituti di credito per adeguarsi al nuovo quadro.

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Confindustria: no delle imprese a nuove regole della Bce
Per Confindustria si tratta «dell’ennesimo intervento che modifica significativamente - senza che ci siano analisi di impatto e argomentazioni solide che lo giustifichino - disposizioni già esistenti, con l’effetto non solo di spiazzare le banche e i loro piani industriali a medio e lungo termine, ma anche di penalizzare i risparmiatori azionisti delle banche e, soprattutto, di restringere i canali di finanziamento delle imprese, in particolare di quelle piccole e medie, incidendo sulla crescita e sul livello di occupazione in tutta Europa». Una scelta che appare «incomprensibile, dato che nelle attuali regole ci sono tutti i meccanismi necessari ad assicurare adeguata copertura dei crediti deteriorati, e che le disposizioni in consultazione rappresenterebbero una misura prociclica, in netta contraddizione con la politica monetaria espansiva ed anticiclica della stessa Bce».

I rischi anticiclici
Ciò appare irragionevole in questo momento storico, specie se si considera che siamo all'inizio di una fase di ripresa e che con simili interventi si rischia di ridurre e depotenziare gli effetti positivi che si sono realizzati nell'economia reale e che è necessario continuare a stimolare con ulteriori interventi di politica economica. Confindustria intende agire, anche in sede europea, «non solo per contestare l'impostazione e la tempistica delle nuove linee guida sugli NPL, ma più in generale per ribadire ai regolatori che occorre coerenza nelle linee di politica economica e quelle della politica monetaria che devono essere anticicliche ed espansive e non invece antitetiche, così da assicurare l'indispensabile equilibrio tra le azioni volte a perseguire la stabilità del settore finanziario e quelle mirate a stimolare competitività e crescita».

Bce: Renzi, scelta folle e suicida, salteranno altre banche
«Nel silenzio della politica le autorità bancarie europee provano a cambiare le regole in corsa. É una scelta folle e suicida» scrive il segretario del Pd Matteo Renzi nella sua newsletter Enews . «Ne parlano in pochi, ma bisogna farsi sentire - sottolinea il segretario Dem - cambiare le regole senza capire che danni vengono fatti rischia di provocare una terribile crisi. Proprio adesso che ne siamo fuori».
E spiega: «con il meccanismo che vorrebbero imporci, fare credito alle piccole e medie imprese risulterà quasi impossibile. E salteranno altre banche, altri correntisti, altri risparmiatori. Mentre nel 2012-13 la politica italiana restò silenziosa e complice, con i risultati che conosciamo, stavolta dobbiamo
farci sentire. Anche perché alcuni tecnici del mondo finanziario europeo devono capire che li paghiamo per evitare le crisi bancarie, non per provocarle. Spero che su questo tutti i partiti italiani e europei si facciano sentire» conclude.

Patuelli (Abi): a rischio credito Pmi
Allarme dal presidente dell'Abi Antonio Patuelli sulle nuove linee guida della Bce sul trattamento degli Npl, i crediti deteriorati. «Ero ottimista fino a ieri, quando è arrivato il macigno - ha detto in un forum all'Ansa - con una tempistica che è da rivoluzione». Patuelli ha spiegato che il governo è stato avvisato circa gli effetti negativi delle nuove linee guida - una stretta sui crediti deteriorati delle banche, accelerando i tempi entro i quali gli istituti devono mettere da parte coperture pari al totale dovuto - e se non corrette rischiano di avere «forti effetti negativi» soprattutto sulle Pmi.

«Ottimista fino a ieri, da Bce un macigno»
Per Patuelli «la tempistica delle nuove linee guida della Bce sul trattamento degli Npl delle banche è da rivoluzione, da sala della Pallacorda». «La consultazione è stata pubblicata il 4 ottobre e si chiuderà a dicembre per entrare poi in vigore a gennaio. Mi sembra - ha affermato - un meccanismo un po' improvvisato». E ancora: «Avevo un ottimismo più rilevante fino a ieri l'altro», poi «ieri mattina il mio umore è cambiato quando la Bce ha messo in consultazione un addendum che aggiunge non piccole cose, ma macigni alle ennesime regole sui crediti deteriorati».

Verso la proposta della vigilanza di Francoforte, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio e che potrebbe, secondo alcune prime stime, costare 1,3 miliardi di euro l’anno e aumentare il costo del credito, si sta formando un vasto schieramento che va dal presidente dell'Abi Antonio Patuelli, ai sindacati bancari, a esponenti dell’accademia fino a vasti settori della politica fra cui l'ex premier e segretario del Pd Matteo Renzi. La proposta, contenuta in un documento di consultazione e quindi passibile di modifiche, ha indubbiamente aspetti negativi prevedendo piani di ammortamento obbligatori di due anni sui flussi di sofferenze dai crediti non garantiti e sette per quelli garantiti seppure non si applichi sullo stock esistente, circostanza, questa sì, che sarebbe distruttiva. Nel nostro paese però, anche a causa di tempi di recupero della giustizia ancora lunghi (nonostante le prime riforme normative fatte) le linee guida Bce avrebbero un peso specifico maggiore per un settore che solo ora sta riprendendo fiato e che deve inoltre affrontare la fine del Qe dal 2018.

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