NPL

Npl: ecco i quattro punti su cui la Vigilanza dice l’opposto dell’Ecofin

di Ma.Fe.

(montaggio da foto AFP)

2' di lettura

Nel gigantesco cantiere istituzionale europeo le diversità di vedute tra organi politici e tecnici non si contano. Ma la frattura tra Ecofin e Bce che si è aperta mercoledì con la pubblicazione da parte di quest’ultima dell’appendice alle linee guida sugli Npl (per ora in consultazione) è un fatto che va oltre la dialettica quotidiana: non solo riguarda un tema delicato come i bilanci bancari, ma soprattutto ha visto Francoforte prendere posizione riguardo a un tema su cui i ministri delle Finanze dell’Ue si erano espressi non più tardi di luglio scorso, quando a Bruxelles hanno approvato un piano d’azione sulle sofferenze bancarie. Che dice il contrario, o quasi.

Basta confrontare l’addendum pubblicato dalla Bce con l’ampio “Report sui non performing loans” datato 31 maggio predisposto dal gruppo di lavoro costituito in seno al Financial Services committee e poi fatto proprio dall’Ecofin dell’11 luglio. Su almeno quattro punti, tre di metodo e uno di merito, indica di procedere in una direzione ben diversa da quella indicata dalla Bce.

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Il metodo
Ai ministri che chiedevano di agire sul tema «dopo un’attenta analisi» e lasciando alle banche «il tempo di adattarsi» alle eventuali novità, Francoforte ha risposto comunicando le nuove prassi di vigilanza con un preavviso di soli tre mesi, per di più preannunciando un ulteriore intervento entro il primo trimestre 2018. E sempre per restare ai metodi, davanti all’Ecofin che si raccomandava di introdurre «nuovi livelli minimi di coperture» soltanto mediante la legislazione di primo livello, magari «sfruttando il processo di revisione delle direttive Crr e Crd IV attualmente in corso», la Bce ha deciso di rispondere con un documento “tecnico”, che formalmente non ha valore giuridico ma andando a incidere sui requisiti minimi patrimoniali (le soglie Srep) richiesti alle banche e pretendendo la giustificazione di eventuali scostamenti nei fatti è pienamente vincolante. Infine, l’analisi preventiva dell’impatto del giro di vite :  l’organo politico la considera necessaria, la Bce - ritenendola inattuabile - l’ha bypassata.

Il merito
Nel merito la distanza tra organo politico e tecnico si allarga ancora. Su un punto solo, ma nodale: le garanzie. Francoforte ha introdotto il principio nuovo e manicheo delle svalutazioni automatiche dopo scadenze prefissate, l’Ecofin - con un occhio a quanto fissato dai principi contabili - invece ne auspica il ricorso solo laddove non siano disponibili «valutazioni esterne indipendenti» sul collaterale. Che di norma ci sono, e sono quelle che ispirano le coperture delle singole banche. Di qui all’8 dicembre, giorno di chiusura della consultazione, i temi saranno oggetto di discussione. Anche se la questione di fondo è tutta politico-istituzionale, e ruota intorno a un semplice interrogativo: può un organo tecnico andare contro le indicazioni ricevute dall’organo politico che di fatto ne ha legittimato i rappresentanti e a cui questi ultimi devono rendere conto? La domanda prescinde da questa specifica questione, ma chissà mai che sia l’occasione per affrontarla.

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